Incidente Deepwater Horizon: risarcimento record

Il Dipartimento di Giustizia Usa e sei Stati americani si sono assicurati un risarcimento record da oltre 20 miliardi di dollari dalla British Petroleum (BP) per l’incidente alla Deepwater Horizon che nel 2010 provocò una fuoriuscita di petrolio di 134 milioni di galloni (pari a 508 milioni di litri) che hanno danneggiato gravemente 1.300 miglia di costa, cioè circa 2 mila chilometri nel Golfo del Messico. Lo ha dichiarato ieri, in una conferenza stampa, il Procuratore Generale Loretta Lynch: “La BP riceverà la punizione che merita e compenserà le perdite subite dalla zona colpita dal disastro. Non solo, l’accordo la impegnerà ad evitare che cose del genere capitino di nuovo nel futuro. Abbiamo ottenuto un risarcimento storico nei confronti di BP che lo rende il più grande accordo con un unico soggetto della storia americana”. La BP garantirà il ripristino ambientale della zona colpita. La Lynch ha spiegato che la risoluzione dovrebbe includere anche le azioni civili richieste sulla base del Clean Water Act e le richieste di risarcimento danni da parte di cinque Stati Usa colpiti dalla marea nera. Soddisfatto anche il portavoce della BP, Geoff Morrell, convinto che l’accordo metterà la parola fine a un contenzioso complicatissimo durato cinque lunghi anni dal “tragico incidente”. Dalla Lynch, nessuna chiusura alle trivellazioni prossime venture: “L’accordo non è concepito per scoraggiare qualsiasi attività economica valida nel Golfo e non certo per la produzione di petrolio che rappresenta una parte valida e apprezzata dell’economia americana, semmai per far sì che le aziende sappiano in futuro che saranno responsabili per i danni che potrebbero provocare”. Ma Miyoko Sakashita, direttore per gli oceani al Center for Biological Diversity, ritiene che il petrolio abbia danneggiato la regione del Golfo in un modo talmente serio che il denaro non basterà a rimettere le cose a posto. Bisognerebbe, dice, smetterla con le trivellazioni in mare. “Tutto questo trivellare sul fondo marino – dice – non fa che peggiorare la crisi climatica che stiamo vivendo”.