I programmi di protezione speciale per le scimmie di laboratorio, previsti per legge, hanno fallito, dimostrandosi inefficaci: molti primati hanno sofferto e continuano a soffrire in maniera “inutile e ingiustificabile”. Lo denuncia un’importante associazione animalista inglese che da sempre si batte contro la vivisezione. Le ricerche, spiegano gli attivisti di Cruelty Free International (ex Buav), vengono condotte in segreto e quindi senza controllo, in università, ospedali, centri specializzati, laboratori governativi che tengono le porte ben chiuse. Ed ecco spiegato il motivo per cui le leggi non servono a un bel nulla e gli animali continuano ad essere sottoposti a violenza e stress e a esperimenti invasivi, condannati a non vivere nei centri di ricerca che si fanno, in sostanza, beffe delle leggi inglesi. E’ il parere di Katy Taylor, direttrice delle Scienze di Cruelty Free International, che attacca: “La nostra ricerca mostra che è ancora più che facile, facilissimo anzi, usare questi intelligentissimi animali per esperimenti inutilmente dolorosi. La maggior parte di tali esperimenti, ben lungi da produrre cure efficaci per gli essere umani, danno l’impressione di essere solo un modo per perseverare nella sperimentazione in vivo e per soddisfare le curiosità dei ricercatori. Di certo la Gran Bretagna occupa il terzo posto, nella Ue, per l’uso dei primati da laboratorio. Ogni anno, ben duemila scimmie sono sottoposte ai test. Il ministero dell’Interno respinge le accuse dell’associazione: “Il Regno Unito ha uno dei sistemi più completi ed efficaci per garantire il benessere degli animali. Gli esperimenti sono effettuati in maniera umana e solo se necessario” Aggiunge che i test hanno condotto a grandi scoperte scientifiche e che, comunque, l’Inghilterra coopera a livello internazionale nella ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione in vivo.

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