Nel Parco dell’Adamello, il Comune di Breno in Provincia di Brescia spinto da una pressante richiesta dei cacciatori del comprensorio alpino,ha proposto alla Comunità montana (che ha già dato un suo assenso) una riduzione dell’area tutelata (di circa 100 ettari) nel proprio territorio comunale. Si tratta di escludere un’area del Sic (Sito di importanza comunitaria) e della Zps (Zona di protezione speciale) riconosciuta per la sua importanza faunistica, preziosa per la presenza sempre più scarsa, della coturnice e del gallo forcello e anche per l’esistenza di particolari fenomeni geologici e carsici unici nel Parco e di specie botaniche rare, per essere concessa, dietro loro insistente richiesta, a uso e consumo dei cacciatori. La fauna tipica alpina, in uno stato di conservazione sfavorevole in tutto l’arco alpino ma soprattutto nel bresciano, andrebbe tutelata più che mai, proprio a causa di un prelievo venatorio impattante e al diffusissimo fenomeno del bracconaggio. Per questo, un insieme di associazioni bresciane, tra cui la Lac, hanno lanciato una petizione sul sito change.org. chiedendo alla Regione Lombardia non solo di rigettare le dissennate richieste ma di incentivare una gestione del parco più lungimirante verso la sua maggiore tutela e della sua preziosa tipica fauna alpina rimasta.

Firmate la petizione al seguente link: https://www.change.org/p/gi%C3%B9-le-mani-dall-adamello

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