Stati di agitazione nel 63% dei pazienti schizofrenici. Da uno studio del dipartimento di salute mentale dell’Universita’ di Brescia risulta che su 500 pazienti con schizofrenia, 314(il 63%)soddisfacevano i criteri della scala PANSS EC, superando 14 punti su 35, oltre i quali la condizione è da considerarsi di agitazione psicomotoria, pur a vari gradi di pericolosità. Cio’ riporta in primo piano il tema dell’agitazione psicomotoria in pazienti con disturbi mentali, di cui le cronache hanno riportato recentemente vari casi. A ciò si aggiunge che il 14% dei casi di agitazione psicomotoria (circa 500 mila in Italia ogni anno) sono dovuti all’abuso di sostanze stupefacenti. Se n’è parlato al congresso della Società Italiana di Psichiatria. “L’agitazione psicomotoria – spiega Emilio Sacchetti, direttore del dipartimento di salute mentale degli Spedali Civili Universita’di Brescia – richiede interventi immediati. L’immediatezza è generalmente garantita una volta che il paziente sia giunto in pronto soccorso o accettato nei servizi psichiatrici ospedalieri. Più problematica può risultare la gestione al di fuori. Il ritardo dell’intervento può arrecare gravi danni non solo al paziente ma anche alla famiglia e agli operatori intervenuti d’urgenza”.”Appare importante l’acquisizione di farmaci per via inalatoria- aggiunge inoltre- l’esperienza dove sono già stati commercializzati conferma che l’assunzione inalatoria viene vissuta in maniera meno coercitiva e invasiva”. “A livello di cura, si deve prevedere una strategia che coniughi interventi ambientali, psicologici, comportamentali e farmacologici” spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano,secondo cui la “possibilità di utilizzare strumenti non solamente di tipo iniettivo sicuramente può consentire di vivere con minore senso di angoscia un intervento medico comunque complesso”.

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