Unione Europea e Stati Uniti continuano a mobilitarsi contro la moria delle api, che ha un impatto negativo non solo sull’ambiente, ma anche sulla sicurezza alimentare, in quanto sono le api a garantire la riproduzione di più dell’80 per cento delle specie vegetali. Così l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) fa sapere che saranno portate a termine entro gennaio 2017 le nuove valutazioni richieste da Bruxelles in merito ai rischi per le api provenienti dall’utilizzo di tre pesticidi neonicotinoidi – clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid – su cui sono già in vigore alcune restrizioni. Gli scienziati europei prenderanno in considerazione studi, ricerche e monitoraggi apparsi dopo l’esecuzione delle precedenti valutazioni, dal 2013 ad oggi. Negli Usa, secondo quanto si apprende a Bruxelles, l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa) stima, in base ad una pubblicazione del 6 gennaio scorso, che l’insetticida imidacloprid possa porre un problema per le api. I suoi residui – oltre determinate quantità – potrebbero nuocere alle api, ai loro alveari, provocando una riduzione della produzione di miele. Anche l’Epa ha avviato valutazioni su thiaméthoxam e clothianidin, oltre al dinotefuran, e i risultati sono attesi per dicembre. Intanto l’Agenzia Usa ha temporaneamente interrotto l’approvazione di nuovi insetticidi neonicotinoidi utilizzati in campo aperto fino a quando i nuovi dati saranno disponibili.

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