L’Unione Europea ha applaudito unanime al divieto, entrato in vigore nel 2013, dell’utilizzo degli animali nel settore della cosmetica. Qui è infatti diventato illegale testare e vendere ingredienti e prodotti cosmetici sperimentati su cavie (in parte già dal 2009). Un grande passo in avanti verso la diminuzione, perlomeno, delle morti “inutili” di milioni di animali che ogni giorno vengono sacrificati, immolati, per le cause più disparate. Di certo la sperimentazione animale in passato è servita agli uomini, purtroppo, anche per salvarsi o capire meglio la Natura, se guardiamo con occhio privo di criticità momenti storici come il Medioevo o l’Illuminismo, in cui quello che oggi chiamiamo progresso medico-tecnologico non esisteva affatto. Oggi però, con le nuove scoperte, le nuove frontiere tecnologiche e, soprattutto, i software che si è in grado di realizzare, è sicuramente possibile lasciare spazio a metodi “alternativi” di studio, completamente “liberi” dalla sperimentazione animale e dalla “coscienza pesante”. Quello che molti non immaginano neanche è che gli animali sono utilizzati dall’uomo per i test più svariati che coinvolgono i campi più disparati: dalla medicina umana a quella veterinaria (lo stesso Frontline è testato sui cani stessi, tra cui cuccioli e femmine gravide), dai test tossicologici a quelli sul cibo, dai tabacchi alla chimica (gli studenti di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, durante il loro corso di laurea, studiano anche attraverso piccoli esperimenti sugli animali, ad esempio). E se la questione medica è ancora molto spinosa altrettanto non si può dire per altri campi, in cui la sperimentazione animale sta, fortunatamente, scomparendo a poco a poco. E’ notizia delle ultime ore che i test sulle cavie saranno, molto probabilmente, eliminati anche per gli esami di tossicità. Uno studio condotto negli Stati Uniti dall’Istituto nazionale per la salute ha raccolto circa 50 milioni di dati, sperimentando sia in vivo (sugli animali) che in vitro (su cellule umane) la tossicità di circa diecimila sostanze chimiche. Lo studio aveva una particolare rilevanza poichè serviva a intercettare eventuali sostante nocive per l’uomo presenti in cibi, pesticidi e farmaci. Il risultato è stato che l’attendibilità maggiore si ritrovava proprio, ovviamente, nei test in vitro, poichè già compatibili al 100% con gli esseri umani, senza il passaggio intermedio animale-uomo. Anzi, la cosa interessante è stata proprio notare che i test potevano essere indirizzati direttamente su animali e uomini con risultati soddisfacenti in entrambi i casi usufruendo solo di test in vitro. Non si canta ancora vittoria poichè i risultati di questo studio sono ancora in fase di analisi, ma la notizia ha già raggiunto (favorevolmente) l’opinione pubblica che spera in un nuovo passo in avanti verso una sperimentazione animale sempre più superata e superabile.

(tratto da Blasting News)

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