Gli animali esotici sono a rischio perché oggi diventa possibile acquistarli anche via internet e più precisamente sui social network: succede In Malesia, dove il commercio illegale della fauna selvatica permette di acquistare le specie protette. Un sistema molto favorevole ai trafficanti che viene denunciato con forza dal rapporto di Traffic, l’organizzazione internazionale che lotta contro il traffico, illegale e non, delle specie minacciate. Il rapporto è la concluisione di uno studio durato 5 mesi di 14 gruppi su Facebook dedicati alla vendita di animali. 30 minuti di monitoraggio al giorno ed è stato possibile ai ricercatori incappare in oltre 100 commercianti e più di 80 specie n vendita. Di queste circa la metà, ossia circa 300 animali, illegalmente. Ad andare per la maggiore pare siano gli uccelli, che occupano il 44% delle richieste del mercato online: tra essi specie come nibbi bianchi australiani, merli indiani, barbagianni e i cacatua cresta gialla. Bene vanno anche i gatti a testa piatta, i linsanghi fasciati, i macachi ne mestrini, gibboni dalle mani bianche e rettili. La legge della Malesia vieta la cattura delle specie protette, sanzionando anche fino a 130mila dollari e fino a 5 anni di galera chi   compie tale reato: peccato che per gli annunci studiati nessuno accenni ai permessiobbligatori nel caso di vendita di alcune specie, né viene dichiarata la provenienza degli animali.

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