Grave denuncia emerge da un rapporto del WWF, che lancia l’allarme sulla ormai prossima estinzione degli elefanti in alcune zone precise, dove la popolazione è stata decimata nel corso di poche decine d’anni. La colpa, oltre che al diffusissimo fenomeno del bracconaggio, è da ascriversi anche all’industria mineraria e del petrolio, che minaccia di far sparire la specie in alcune aree addirittura nell’arco di 6 anni. In particolare il fenomeno riguarda il Parco nazionale Selous della Tanzania, dove dal 1970 sono stati uccisi ben 2500 elefanti. Un dato impressionante se si considera che 40 anni fa gli esemplari nella stessa area erano ben 110mila. Ora rimangono 15mila esemplari e l’associazione ambientalista chiede misure per proteggere gli animali. Anche le attività minerarie stanno creando problemi alle specie ospitate nel Parco, che sono parecchie; la difficoltà sta nel fatto che il 75% del Parco Selous è in concessione a compagnie del petrolio e del gas. Non solo l’inquinamento dovuto alle estrazioni minaccia la vita degli esemplari, ma anche una grande miniera di uranio da poco realizzata ai confini meridionali della riserva. Una miniera che una volta operativa produrrà milioni di tonnellate di rifiuti radiattivi velenosi.

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