Pretoria (askanews) – Ha sei anni e il muso completamente sfigurato. Eppure Hope è una miracolata. Un anno fa dei bracconieri le hanno strappato i corni a colpi di machete. Lasciata per morta in un’enorme pozza di sangue, queste femmina di rinoceronte potrebbe un giorno ritrovare la libertà. Ma non sarà facile anche se è diventata il simbolo vivente delle straordinarie capacità chirurgiche veterinarie di “Saving the Survivors”, l’organizzazione dedicata al salvataggio dei sopravvissuti, cioè alla cura dei rinoceronti mutilati e feriti dai bracconieri.Hope ha già subito una quindicina di interventi di chirurgia plastica nel tentativo di ricostruirle la testa devastata. Una sfida ai limiti del possibile.”Gli interventi le provocano un prurito insopportabile e cerca sollievo grattandosi, impegnandosi con tutti suoi duemila chili di dolore e frustrazione”, spiega Gerhard Steenkamp, veterinario chirurgico dell’équipe che ha in cura Hope. “Dobbiamo trovare un modo per tenere protetta la sua piaga per almeno sei settimane, prima di rifare il bendaggio. Ogni volta siamo costretti a inventarci qualcosa di nuovo”.Per gli interventi di ricostruzione sono stati utilizzati filo di nylon, pelle di elefante, plastica e filo di ferro senza contare le viti inserite nelle ossa del cranio. Sperimentazioni che hanno permesso di ridurre del 60% l’enorme piaga, in origine di quasi un metro di lunghezza per 50 cm di larghezza.Ma a causa della sua forza e della sua resistenza, anche sotto anestesia Hope a volte si risveglia nel mezzo di un’operazione chirurgica, creando non pochi problemi ai soccorritori.Qualità e quantità degli antibiotici e degli antidolorifici vengono testati volta per volta dato che non si conoscono con certezza i parametri vitali normali dei rinoceronti, anche se ne vengono abbattuti quasi 1.300 ogni anno. Imparare a curare i rinoceronti è dunque essenziale e per questo anche un’opera in apparenza disperata come quella di Hope diventa necessaria e utile. Anche perché sembra che un corno stia timidamente ricominciando a spuntare sul suo muso squarciato.”Quando una specie è a rischio, ogni esemplare conta” sottolinea Jana Pretorius, anestesista al capezzale di Hope. “Per tutelare la diversità genetica ma anche per salvarne il più possibile. Se ne fossero rimasti 100mila forse non staremmo tentando tutto questo. Ma la situazione ormai è oltre la soglia critica e per questo dobbiamo imparare a salvare Hope o altri esemplari della sua specie”.L’80% della popolazione mondiale di rinoceronti vive in Sudafrica dove vengono massacrati per strappare loro i corni, venduti a peso d’oro in Asia a causa di immaginarie virtù terapeutiche.(Immagini Afp)

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