In alcune regioni, l’Asia centrale e l’Europa dell’est, le nuove infezioni da Hiv tra gli adulti sono in aumento, come conferma un rapporto del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’Hiv e l’aids (Unaids). Secondo il ”Prevention Gap report”, reso noto a Ginevra dall’Unaids, circa 1,9 milioni di adulti sono stati infettati con HIV ogni anno negli ultimi cinque anni. Però, se si intende porre fine all’aids entro il 2030, gli sforzi di prevenzione devono essere aumentati. Se invece si assisterà a un ritorno di nuove infezioni da Hiv adesso, l’epidemia diventerà impossibile da controllare. Europa orientale e Asia centrale hanno visto un aumento del 57% delle nuove infezioni annuali da HIV tra il 2010 e il 2015 e nei Caraibi, dopo anni di costante declino, l’aumento è stato del 9%. In Medio Oriente e Nord-Africa le nuove infezioni annuali sono aumentate del 4%, mentre delle altre regioni del mondo non ci sono stati cali significativi. Il rapporto sottolinea che le ‘popolazioni chiave’ – tra cui gay e uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini, i lavoratori del sesso e i loro clienti, i transgender, le persone che si iniettano droghe ed i detenuti, rappresentano il 35% delle nuove infezioni da HIV a livello globale (2014). Per l’Unaids è “essenziale” che le ‘popolazioni chiave’ abbiano accesso alla gamma completa di opzioni di prevenzione.





