Ecuador: foreste vendute per il petrolio, popoli a rischio

Trivellazioni in piena foresta: succede in Ecuador, dove all’ interno del Parco Nazionale Yasuni, non lontano dal confine con il Perù, Petroamazonas ha iniziato ad estrarre petrolio. Per ora 3 mila barili al giorno, che diventeranno, nel 2022, ben 300mila. Tipuni C è il primo di 200 pozzi programmati nell’area, che è una biosfera protetta dall’Unesco. La zona è ricca di biodiversità, con specie animali che sono riuscite a sopravvivere addirittura dai tempi glaciali e che ora rischiano l’estinzione per l’oro nero. Sul territorio vivono anche due popoli indigeni che conducono una vita lontana dalla civiltà moderna e gobale. Sono i Tagaeri e i Taromenane, che verranno letteralmente circondati dalle trivelle. Solo pochi mesi fa l’Ecuador aveva venduto per 80 milioni di dollari un pezzo di foresta , accanto allo Yasuni, al consorzio cinese Andes Petroleum Ecuador. Contro la svendita della terra e la ricerca del petrolio si sta , con difficoltà, muovendo la società civile, denunciando le scelte del governo dell’Ecuador che minacciando l’ambiente , la biodiversità e il rispetto dei diritti dei popoli autoctoni.