Il futuro degli  oceani è il tema al centro dell’annuale meeting della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico (Ccamlr), giunta alla 35esima edizione,  in corso a Hobart, nella Tasmania Australiana. Sono 250 gli scienziati marini che con  i rappresentanti di oltre 25 Stati stanno in questi giorni cercando di trovare la quadra per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi dell’oceano Antartico. Le misure si orienteranno nella limitazione della pesca illegale e della pesca di krill, (che sta alla base della dieta di foche, balene, pesci, pinguini e uccelli marini) e soprattutto sulla creazione di zone protette nei mari dell’Antartide orientale. Il progetto allo studio della Commissione prevede la costituzione di tre «santuari marini» tra il mare di Weddell, quello di Ross e l’Antartico orientale, per un’area vasta quanto l’Argentina: sarà così possibile salvaguardare l’habitat di 10 mila specie uniche e tutelare la zona dove vengono prodotti il 75% dei nutrienti necessari al sostentamento della vita marina di tutti gli oceani del mondo. L’area di 2,5 milioni di chilometri potrebbe essere posta sotto protezione in acque internazionali: gli ambientalisti guardano con speranza alla ratificazione del programma, che la Commissione dovrà affrontare sotto la presidenza russa. In passato la Russia, come la Cina, aveva bocciato la proposta, che è allo studio da diversi anni, ma la speranza è che l’aumentata sensibilità mostrata dal governo di Mosca verso i temi ambientali si concretizzi a Hobart

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