Enno, l’ibis eremita ucciso tra giovedì 3 e venerdi 4 ottobre, ha portato a quattro il numero di quelli vittime del bracconaggio in Italia dall’apertura della stagione venatoria 2016: un sesto dello stormo impegnato nella migrazione autunnale è stato colpito nel giro di due mesi dalla caccia illegale, mentre volava dall’Austria all’Oasi di svernamento di Orbetello. Rimangono in 7 a proseguire il volo verso sud, mentre la caccia è ancora aperta. Ma anche gli esperti dicono che è impossibile scambiare un ibis eremita in volo per qualunque altro animale, si è trattato di un vero e proprio atto di bracconaggio che non merita sconti. Per questo, Waldrappteam e Parco Natura Viva di Bussolengo hanno lanciato una petizione internazionale sul sito avaaz.org indirizzata al Parlamento Europeo, Arma dei carabinieri, Ministero dell’Ambiente, Corpo Forestale dello Stato e alle associazioni italiane della caccia perché serrino i controlli contro la caccia illegale e permettano ai ricercatori di continuare a lavorare. Firma qui.

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