Un parametro scientifico per monitorare la sicurezza delle operazioni offshore in Italia: il progetto, che diventa operativo dal 2017, è stato presentato all’Università di Milano Bicocca dalla Direzione generale per la Sicurezza delle attività energetiche presso il ministero dello Sviluppo economico, rappresentata dal direttore generale Franco Terlizzese, che ha spiegato così l’utilità del nuovo strumento messo a punto con partner accademici e di ricerca.”Serve – ci ha spiegato Terlizzese – perché tutte le persone che negli ultimi anni sono diventate molto sensibili all’andamento delle attività chiamate dai giornali ‘trivellazioni’ abbiano la possibilità di avere giorno per gi orno un dato sensibile su come sta andando la sicurezza di queste attività, qual è il rischio cui vanno incontro. La preoccupazione spesso sale per mancanza di informazione”.In sostanza lo strumento agisce come un network che mette insieme i diversi fattori di rischio presi in considerazione, attraverso il monitoraggio e la successiva quantificazione, in termini relativi e cioè attribuendo a ciascun fattore un valore comparabile e non assoluto, per giungere – semplificando – a un dato finale sulla sicurezza complessiva dell’operazione offshore. Con ricadute anche sulla ricerca.”Serve anche agli scienziati e ai professori – ha aggiunto l’ingegner Terlizzese – perché guardandoci dentro, aprendo lo strumento, che è open source e a disposizione di tutti, permette di vedere le formule che lo hanno gemerato e quindi andare a capire la radice del problema, con un meccanismo dalla sintesi all’analisi di dettaglio per capire dove c’è stato il problema per poi cercare di rimuoverlo”.Sul palco, accanto alle persone del ministero dello Sviluppo economico e delle istituzioni accademiche, anche il presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia Carlo Doglioni e il presidente di Rse Stefano Besseghini.

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