Mancano due minuti e mezzo alla fine del mondo. L’elezione di Donald Trump e il peggioramento della sicurezza a livello globale hanno fatto avvicinare di 30 secondi alla mezzanotte del mondo le lancette del “Doomsday clock”, l’orologio dell’Apocalisse.

E’ un orario simbolico, una metafora di quanto l’umanità sia vicina a distruggere il Pianeta. A decidere quanti minuti mancano alla fine del mondo è un gruppo di scienziati, fra cui 15 premi Nobel. Sono due in particolare i fattori che hanno contribuito alla decisione, spiega Rachel Bronson, direttrice dell’organizzazione (Bulletin of the Atomic Scientist).

“Il primo è lo sprezzante e sconsiderato linguaggio usato nel mondo e soprattutto negli Stati Uniti durante e dopo la campagna elettorale sulle armi e sulle minacce nucleari e il secondo è il crescente disprezzo per le conoscenze scientifiche”.

Fra le preoccupazioni che hanno fatto accelerare l’orologio ci sono quelle legate alle dichiarazioni di Donald Trump sul cambiamento climatico, una realtà negata dal presidente degli Stati Uniti e relegata a falso mito, nonostante la mole di studi.

Il Doomsday è stato inventato nel 1947, ha cambiato l’ora 19 volte: dai due minuti alla mezzanotte del 1953 ai 17 minuti del 1991.

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