A quanto pare, l’oro nero forse sepolto nelle profondità del suolo lucano fa gola al colosso petrolifero, Shell, che ha chiesto alla Regione di avviare la Valutazione di impatto ambientale (VIA) per il progetto di“Monte Cavallo”. Ma non solo.

In Basilicata, vi sarebbe infatti un giacimento a cavallo tra Campania e Basilicata di circa 211,9 chilometri quadrati per il quale Shell attende la Via, ossia l’autorizzare a procedere con le ricerche. Shell infatti ha presentato al Ministero dell’ambiente tre istanze per altrettanti permessi di ricerca di idrocarburi. Si tratta di La Cerasa, Pignola e Monte Cavallo, tutte sulla terraferma. I comuni che fanno parte di questo progetto di mutilamento della terra sono otto, Atena Lucana, Montesano, Padula, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio, Sassano, Teggiano) e 4 in quella di Potenza (Brienza, Marsico Nuovo, Paterno e Tramutola.

Ma Shel, spiega, giustamente a suo vantaggio, che:  “Il progetto prevede l’esecuzione di uno studio geologico di dettaglio mediante un rilievo geofisico passivo nell’area del permesso di ricerca idrocarburi “Monte Cavallo”, per valutare la presenza di idrocarburi il cui sfruttamento sia economicamente vantaggioso e compatibile dal punto di vista ambientale”.

Sindaci e associazioni sono già sul piede di guerra. I sindaci hanno chiesto, che si blocchi qualsiasi operazione: “Qui c’è il bacino idrico più grande del Mezzogiorno che risulterebbe il più esposto ai pericoli di eventuali perforazioni”.

Il presidente Donato Nardiello del movimento Scanziamo le Scorie:  “La nostra reale ricchezza in Basilicata non è il petrolio ma il territorio con la sua bellezza e le sue qualità. Per questo è necessario fermare l’attività estrattiva prima che comprometta lo sviluppo. Ricordiamo che l’attività petrolifera non si concilia con le produzioni agricole di eccellenza ed il turismo ma genera uno sviluppo distorto che va ostacolato. La Regione Basilicata deve opporsi con ogni mezzo alle nuove e vecchie attività di ricerca petrolifera. Oggi il risultato è che siamo circondati. Ci sono richieste di nuovi permessi di ricerca delle compagnie petrolifere sia in mare che in terra”.

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