Appello dell’artista in un video, diffuso da ‘Essere Animali’, che mostra immagini inedite dei visoni rinchiusi negli allevamenti italiani. L’associazione ha infatti documentato, per la terza volta in pochi anni, la presenza di animali morti e feriti all’interno delle gabbie.

Il filmato, pubblicato oggi mentre a Milano si celebra la Settimana della Moda, invita a firmare la petizione per chiedere al Governo di approvare in tempi brevi le Proposte di Legge che introdurrebbero, come già avvenuto in diversi paesi europei, il divieto di allevare e macellare animali allo scopo di produrre pellicce. In Italia l’unica specie allevata è il visone americano. Ve ne sono 200 mila rinchiusi in circa 20 allevamenti, situati principalmente in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

“Le immagini diffuse da Essere Animali sono strazianti, i visoni sono rinchiusi in gabbie piccolissime e uccisi in camere a gas. Vi invito a firmare la petizione per porre fine a queste crudeltà. In occasione della Fashion Week di Milano il mio appello è per una moda che abbandoni l’uso delle pellicce. Come sosteneva Gandhi, la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”, dichiara Rosita Celentano.

“È la terza volta in pochi anni che il team investigativo di Essere Animali documenta la presenza di visoni morti e feriti negli allevamenti italiani. La situazione non cambierà mai, perché si tratta di animali selvatici costretti a vivere in uno spazio minuscolo. Per questo diversi paesi europei hanno già vietato questi allevamenti, ora tocca al Governo italiano visto che ci
sono già tre proposte di legge. Non si può più rimandare”, afferma Simone Montuschi, portavoce dell’associazione.

Essere Animali ha lanciato la campagna Visoni Liberi per ottenere un divieto nazionale di allevamento di animali da pelliccia. Le due precedenti indagini, realizzate grazie a un infiltrato e al posizionamento di diverse telecamere nascoste piazzate all’interno degli allevamenti, avevano già rivelato simili condizioni e mostrato anche il momento dell’uccisione dei visoni, gettati in camere a gas.

Nelle gabbie, delle dimensioni di 70 X 35 cm, gli animali trascorrono mesi o anche anni, se destinati alla riproduzione. Già nel 2001 il Comitato Scientifico per la Salute e il Benessere Animale della Commissione Europea ammise che questa tipologia di allevamento causava sofferenza ai visoni, poiché li privava della possibilità di nuotare e soddisfare molte esigenze comportamentali. Diversi paesi europei, alcuni dei quali con una fiorente produzione di pellicce come l’Olanda, li hanno quindi vietati.

“L’Italia è stata pioniera riguardo alle pellicce di cane e gatto, imponendo un divieto di importazione e commercio che ha fatto da apripista per un provvedimento esteso poi a tutta l’Unione Europea. Ma stentiamo ad abolire questa crudele pratica che non ha neppure particolari ripercussioni sul piano economico, essendo gli allevamenti in numero limitato e le pellicce prodotte vendute principalmente sul mercato russo e asiatico”.

Le tre Proposte di Legge, firmate da politici di diversi schieramenti, sono infatti da anni in attesa di discussione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e alla Commissione Sanità del Senato.

Già nel 2008 in realtà l’Italia aveva severamente normato il settore. Essendo le gabbie causa di comportamenti stereotipati, cannibalismo e autolesionismo per i visoni, il loro allevamento sarebbe dovuto avvenire in recinti a terra.
Un obbligo che, almeno sul lato pratico, sarebbe equivalso ad un divieto, essendo questa tipologia di allevamento difficilmente attuabile per il visone. Ma a pochi giorni dalla dismissione delle gabbie, il Ministero dell’Ambiente emanò una nota che lasciava discrezionalità all’allevatore sulla tipologia da adottare. Rimasero le gabbie e da allora nulla è cambiato.

Oggi un’eventuale approvazione delle Proposte di Legge troverebbe un consenso pressoché totale nella popolazione. Secondo il “Rapporto Italia 2016” redatto da Eurispes l’86,3% degli italiani vieterebbe la produzione di pellicce.

“Gli interessi di una manciata di allevatori non possono impedire l’adozione di una legge che rispecchia la volontà della popolazione ed è supportata da evidenze scientifiche. Questi allevamenti causano gravi sofferenze ai visoni e devono essere aboliti”, conclude l’associazione.

 

 

 

 

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https://www.change.org/p/al-parlamento-vietare-gli-allevamenti-di-animali-da-pelliccia

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