Findus mette il “bollino” blu della pesca sostenibile

Pesca sostenibile per tutelare gli oceani, anche Findus si allinea con Marine stewardship council e mette il marchio blu della pesca sostenibile e certificata sui suoi prodotti di pesce. Una scelta che gioca un carico pesante, visto che Findus rappresenta il 25% del mercato del pesce surgelato in Italia. E per avere un’idea dei numeri, basti pensare che dalla fabbrica di Cisterna escono ogni anno 350 milioni di bastoncini di pesce Findus che servono il mercato italiano: messi in fila coprirebbero per tre volte l’intera circonferenza della luna.

“Spero che la nostra scelta possa essere uno stimolo per tutta la filiera ittica” sottolinea l’amministratore delegato Francesco Fattori.

Per ora l’operazione avviene per l’80% dei prodotti di pesce Findus, con l’obiettivo di arrivare al 90% entro due anni e in breve al 100%. A dettare i tempi saranno soprattutto le disponibilità di fornitori certificati per tutte le specie, che non sono ancora così numerosi.

“Ma abbiamo riscontro che qualcosa si sta muovendo – forse anche grazie alla discesa in campo così forte della nostra azienda – perché stabilimenti produttivi, flotte di pescherecci e aree di pesca che non sono ancora certificate dal punto di vista della sostenibilità si stanno avviando su questa strada” spiega il direttore marketing di Findus, Renato Roca.

La pesca sostenibile e certificata da Msc, Marine stewardship council, organizzazione non profit con base a Londra che lavora per la conservazione delle risorse marine, si basa su tre principi. Il primo è che la pesca deve lasciare in mare abbastanza pesci da permettere la riproduzione e il proseguimento dell’attività di pesca. Deve essere effettuata in modo da minimizzarne l’impatto consentendo a flora e fauna di prosperare. E gestita in modo responsabile e nel rispetto delle leggi.

Per ottenere la certificazione il pescatore o la flotta di pescherecci devono dimostrare con dati scientifici e documentare che seguono questi principi. E il marchio blu indica quindi che i prodotti venduti derivano da pesca certificata in modo indipendente, su base scientifica, seguendo lo standard Msc per la sostenibilità ambientale e sono tracciabili e riconducibili a un approvvigionamento sostenibile.

Il gruppo che ha la proprietà di Findus e Msc lavorano insieme in Europa da vent’anni, ma la scelta di fare un passo ulteriore anche in Italia è nata un anno fa. Fino ad allora in Italia l’azienda avrebbe potuto certificare solo il 40% del suo assortimento di pesce.

“Abbiamo intrapreso un cammino che ci ha portati a fare scelte precise di fornitura, con una riduzione della flessibilità, perché quello che succede è lavorare con meno stock disponibile riducendo il panel dei potenziali fornitori, un’operazione non da poco considerando i volumi che muoviamo. L’abbiamo fatto perché vediamo un consumatore sempre più attento e sensibile rispetto a questi temi e riteniamo che la partnership con Msc lavori al meglio per aumentare sensibilità e conoscenza ” spiega il direttore marketing di Findus, Renato Roca.

La filosofia della Findus è:

“Come azienda leader del mercato alimentare Findus ha il dovere di garantire ai propri consumatori prodotti nutrienti e di alta qualità utilizzando in maniera responsabile le risorse a nostra disposizione” sottolinea Fattori. Una scelta etica che guarda però anche alla necessità concreta di conservazione delle risorse ittiche per il futuro. Francesca Oppia, program director di Msc Italia sottolinea che il mercato nazionale “è ancora immaturo” dal punto di vista della sostenibilità.

Entro la seconda parte del 2017 appariranno sugli scaffali dei supermercati 24 prodotti ittici surgelati Findus con il “bollino” Msc, accompagnato dal messaggio”Insieme per il futuro degli oceani”.