L’inquinamento atmosferico e in particolare alcune particelle inquinanti (pm 2,5) potrebbero addirittura raddoppiare il rischio di Alzheimer. E’ quanto suggerisce uno studio condotto dall’Università di San Francisco in California e pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, nel quale si stima, una percentuale del 20% dei casi di Alzheimer, che potrebbe essere dovuto allo smog.

 

Lo studio epidemiologico è stato condotto un campione di sole donne (oltre 3600 donne anziane, tutte sane all’inizio dello studio). Osservando la loro salute per parecchi anni e confrontando il livello di inquinamento di ciascuna stata esposta nella zona di residenza è emerso che l’esposizione a un quantitativo superiore ai limiti disposti dall’agenzia di protezione ambientale di particelle di diametro 2,5 nanometri è associato un aumento di rischio di ammalarsi di Alzheimer.

Gli autori hanno anche seguito un esperimento su topi dimostrando che, in presenza di queste particelle inquinanti, roditori predisposti all’Alzheimer accumulano nel cervello ben il 60% in più di proteine tossiche rispetto ad altri topi non esposti allo smog.

Secondo l’autore del lavoro svolto, se questi risultati si potessero estendere alla popolazione generale significherebbe che l’inquinamento atmosferico potrebbe essere responsabile di un caso su cinque dell’Alzheimer.

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