In questa puntata di “Medicina Amica” il Dott. Giovanni Troise, specialista in Cardioangiochirurgia, ha affrontato l’argomento della chirurgia delle valvole cardiache, in particolare vedremo quali sono i nuovi approcci in questo campo.

Il Dott. Troise lavora presso l’ Istituto Ospedaliero “Fondazione Poliambulanza” di Brescia in qualità di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia. Ha una competenza completa in tutti i campi della cardiochirurgia (trattamento di cardiopatie congenite e acquisite e trapianto cardiaco), derivante dalla sua intensa attività professionale svolta in alcune delle più prestigiose strutture cardiochirurgiche italiane e straniere.

Esperto nella chirurgia riparativa delle valvole aortica e mitralica, anche con tecniche mini-invasive, e nel trattamento degli aneurismi dell’aorta toracica. E’ uno dei chirurghi con la maggiore esperienza, in Italia ed in Europa, di chirurgia coronarica senza circolazione extracorporea (cosiddetto bypass coronarico a “cuore battente”).

Ma vediamo cos’è la valvola? 

La valvola aortica è posta all’origine dell’arteria più grande del nostro corpo, l’Aorta. La sua funzione è quella di impedire al sangue presente in Aorta di tornare indietro durante la fase di riempimento del cuore. La sua anatomia, apparentemente semplice, in realtà è molto complessa. E’ formata normalmente da tre cuspidi a forma di semiluna che si aprono e chiudono ritmicamente ad ogni battito. Se consideriamo che in media vi sono 60 battiti al minuto, il lavoro che questa valvola compie per una vita intera è davvero straordinario. Tuttavia negli anni può andare incontro ad una alterazione della  sua funzione. Si parlerà di stenosi valvolare aortica qualora la valvola perda la capacità di aprirsi correttamente creando così un’ostruzione alla fuoriuscita di sangue dal cuore.

La stenosi aortica può essere presente sin dalla nascita ed allora si parlerà di stenosi aortica congenita oppure presentarsi nel corso degli anni prendendo il nome di stenosi aortica acquisita. In entrambe si verifica un ostacolo alla fuoriuscita di sangue dal cuore che compie quindi un lavoro maggiore e modifica la sua forma ed il suo spessore  (ipertorfia) per poter compensare.

 

 

Nel tempo però, queste modifiche altereranno progressivamente la funzione cardiaca. Inoltre il minor passaggio di sangue attraverso la valvola malata  può raggiungere livelli critici creando sofferenza agli organi più nobili come il cervello.

 

Contatta il Dr. Giovanni Troise

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata