In Italia ogni anno vengono allevate 48.199.175 di galline ovaiole: siamo il secondo paese in Europa, dopo la Germania, per numero di galline allevate. In totale, le ovaiole italiane producono 12,8 miliardi di uova, con una media di 265 all’anno per gallina. Di questi 48 milioni, ben il 66% è allevato in gabbie dette arricchite o “modificate”, un sistema in cui le galline, per tutta la loro vita, non potranno mai:

  • aprire le ali
  • razzolare a terra
  • esprimere altri comportamenti naturali, come fare bagni di polvere

 

Questa è la realtà degli allevamenti in gabbia: costringono gli animali a una non-vita, in condizioni terrificanti. Le abbiamo documentate nella nostra inchiesta del 2015, e anche immagini raccolte più recentemente confermano che le cose stanno ancora così.

Alcune aziende italiane hanno già fatto delle scelte a favore del benessere delle galline, ma sono ancora troppe poche. Per aiutare le galline a uscire dalle gabbie è fondamentale che noi, come consumatori, prendiamo una posizione netta e mandiamo un messaggio chiaro al mercato. Unisciti al movimento di cittadini che vogliono migliorare la vita delle galline, anche tramite le proprie scelte di acquisto.

Questo è il primo passo per convincere le aziende alimentari e i supermercati italiani a non vendere o utilizzare più uova da galline allevate in gabbia.

Per indirizzare i nostri acquisti a favore del benessere delle galline, un altro utile strumento valido sia per le uova in guscio sia per l’ovoprodotto* è rappresentato dai premi simbolici riconosciuti alle aziende dal Settore Alimentare di CIWF International. Tutte le realtà che hanno ricevuto il simbolico Premio Good Egg, infatti, non utilizzano/vendono o si sono impegnate a non utilizzare/vendere uova di galline allevate in gabbia.

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