Nell’Unione Europea, 6 milioni di fumatori hanno smesso di fumare scegliendo la sigaretta elettronica e 9 milioni hanno potuto ridurre il consumo di sigarette. Queste sono le conclusioni frutto di uno studio pubblicato sulla rivista Addiction alla fine del mese di giugno. Cifre che sono il frutto di un’analisi dell’Eurobarometro 2014.

L’inchiesta, condotta ogni anno dalla Commissione europea, ha valutato il consumo di fumo e l’uso della sigaretta elettronica in 28 Stati membri, sulla base di un campione rappresentativo di 27.460 persone.

Il dottor Veronesi si era espresso sulle sigarette elettroniche in modo positivo affermando che non sarà la soluzione per risolvere il problema dei tumori ma sicuramente un aiuto elevato.

” Il fumo non è un problema solo oncologico, è una delle maggiori sfide alla salute pubblica. La comunità medico-oncologica può fare la sua parte, ma da sola è destinata a fallire per sempre perché è indispensabile un’azione dei governi. E’ mancata del tutto, al contrario, una campagna di sensibilizzazione di massa su tutti i mezzi e i luoghi di comunicazione come tv, web, giornali, scuole, palestre, in grado di convincere il fumatore a smettere. Le iniziative contro il fumo sono state lasciate alle forze delle singole associazioni che, pur impegnandosi egregiamente, non possono certo avere l’impatto di un intervento articolato a livello nazionale. Le sigarette tradizionali contengono tabacco, le elettroniche no. Il tabacco, anzi, per precisione le sostanze che vengono liberate dal tabacco nel processo di combustione, sono altamente cancerogene. Quindi le sigarette tradizionali causano il cancro, mentre le elettroniche non hanno alcuna azione cancerogena.”

“48,5 milioni di persone hanno già provato il vaporizzatore personale, con o senza nicotina, e 7,5 milioni lo utilizzano regolarmente“, ha precisato sul suo blog uno degli autori, il dottor Jacques Le Houezec, membro del gruppo di ricerca INSERM che si è impegnato seriamente per il riconoscimento della sigaretta elettronica come strumento per smettere di fumare.

Per il dottor Konstantinos Farsalinos, autore principale dello studio, è chiaro che i dati dell’Unione Europea indicano un effetto positivo della sigaretta elettronica sulla salute pubblica. Dati che confermano in parte quelli pubblicati sul Bollettino epidemiologico settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità nel mese di maggio 2016.

 

 

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