Continua in tutta Italia la mobilitazione dei genitori che dicono no al decreto legge che introduce dodici vaccinazioni obbligatorie come requisito per l’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia. Quella che vi abbiamo mostrato in questo “Speciale Laboratorio Salute” è la protesta di Giorgio Gustavo Rosso, 69 anni, consigliere comunale (ex grillino) del comune di Cesena ed editore dal 1987 del Gruppo macro Edizioni, che ha deciso di incatenarsi in piazza ed intraprendere lo sciopero della fame da domenica 22 maggio. Il digiuno e la protesta continueranno almeno fino al 3 giugno. L’ex Cinquestelle ha unito la protesta contro i vaccini obbligatori a quella contro «la medicina», descritta a suo dire come strumento per «creare malati e vendere farmaci». Il consigliere ha paragonato le «nuove leggi razziali dell’industria farmaceutica» nientemeno che alla «persecuzione degli ebrei».

Mentre le proteste si moltiplicano in tutta Italia, il Codacons, subissato dalle richieste di migliaia di genitori ha denunciato il ministro della Salute Lorenzin e l’Agenzia per il farmaco per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento delle case farmaceutiche interessate alla somministrazione dei vaccini, in relazione alla morte di cinque neonati. Inoltre ci sono da tener in considerazione 21.658 segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini registrate nel triennio 2014-2016.

L’associazione contesta a Lorenzin di non aver informato in Cdm gli altri ministri al momento dell’approvazione del dl sui vaccini “di un documento dell’Aifa sulle reazioni avverse”. Il Codacons ha scoperto che nella vicenda dei vaccini c’è un aspetto molto discutibile che riguarda i guadagni delle case farmaceutiche.

Rienzi, presidente dell’associazione, si riferisce ai numerosi esposti fatti dalla sua associazione sull’esavalente. Esposti nei quali si chiedeva conto dei maggiori costi sostenuti dal sistema sanitario nazionale con la somministrazione dell’esavalente al posto di vaccini singoli per le quattro vaccinazioni obbligatorie. Inoltre il Codacons propone test pre-vaccinali. Se non si riuscirà ad ottenere l’annullamento dinanzi la Corte Costituzionale il passo successivo sarà la Corte di Strasburgo contro il Governo Italiano.

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