Qualcuno che combatte duramente per combattere l’ambiente e la nostra Terra. La fondazione Goldman ha premiato l’indigeno guatemalteco Rodrigo Tot, insignendolo del premio Nobel per l’agricoltura, per aver difeso strenuamente i territori della sua comunità dalle invasioni delle multinazionali minerarie, in accordo con lo stato del Guatemala.

Accompagnato da parole davvero commoventi “Ha guidato con forza la lotta del suo popolo per la difesa della terra. E per questo ha pagato un alto prezzo: la morte del figlio”.

Rodrigo infatti, indigeno guatemalteco di etnia maya Qeqchi, è leader della comunità Agua Caliente Lote 9 a Izabal e dopo quattro decenni di contrasto contro l’estrazione di niquel da parte di una multinazionale, appoggiata dallo stato, lo scorso anno ha condotto la sua comunità alla vittoria del ricorso.

Proprio perché ha infastidito il lavoro della società mineraria, Tot ha pagato un prezzo davvero alto, con la vita del proprio figlio. Due dei suoi figli infatti sono stati attaccati all’interno di un autobus e uno di loro ha perso la vita. Dopo questo tragico incidente intimidatorio Tot non si è fermato e ancora continua a lottare contro le intrusioni dello stato e delle multinazionali, organizzando anche gruppi indigeni di vigilanza non armati, ma pronti a difendersi.

Ora grazie al suo esempio, anche altre comunità stanno combattendo per preservare i loro territori, a cui sono legati da secoli. Ad esempio, il popolo dei Mapuche i Argentina e in Cile, oppure in Brasile, Venezuela e Honduras. Sono argomenti di cui si parla poco ma che dovrebbero farci riflettere sull’importanza di preservare l’ambiente e le persone e gli animali che ci vivono.

 

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