Pechino è di nuovo alle prese con i problemi di qualità dell’aria. Dopo lo smog da codice rosso che ha contrassegnato l’inverno, la capitale cinese stamani si è svegliata all’interno di una tempesta di sabbia – portata da forti venti provenienti dalla Mongolia – che ha reso l’aria irrespirabile. L’Osservatorio meteorologico di Pechino ha consigliato ai cittadini di ridurre il tempo trascorso all’aperto, prevedendo che tali condizioni si protrarranno fino a domani mattina.

Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, la tempesta di sabbia avrebbe avvolto non solo Pechino, ma un’ampia area della Cina centro-settentrionale, coinvolgendo decine di milioni di abitanti in nove province. Le autorità hanno consigliato di proteggere occhi e vie respiratorie con maschere o sciarpe, e di usare prudenza al volante per la ridotta visibilità.

All’aeroporto di Pechino decine di voli sarebbero stati cancellati.

Nella capitale le polveri sottili avrebbero raggiunto livelli elevatissimi. L’attivista Li Shuo di Greenpeace Asia ha pubblicato su Twitter la schermata di uno smartphone che mostra un livello di Pm10 pari a 1.000 microgrammi per metro cubico, e Pm2.5 pari a 579 microgrammi. “Tempesta di sabbia + inquinamento industriale = Airpocalypse (Apocalisse dell’aria) nel mezzo della primavera”, ha twittato Li.

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