Rifiuti, Legambiente presenta il meglio dell’economia circolare

La riforma della politica europea sulla gestione dei rifiuti deve diventare al più presto realtà. Proprio per questo motivo Legambiente si è presentata a Bruxelles affinché il Parlamento europeo ed il Consiglio trovino al più presto un accordo virtuoso e vantaggioso. Per raggiungere questo scopo, l’associazione ambientalista ha presentato al vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen e all’eurodeputata Simona Bonafè, stata relatrice del pacchetto sull’economia circolare.

Per affrettare i tempi della riforma della politica europea sulla gestione dei rifiuti, Legambiente ha scelto la via del buon esempio. Per questo il direttore generale dell’associazione ambientalista Stefano Ciafani, accompagnato da alcuni rappresentanti del nostro Paese in campo di gestione dei rifiuti, ha presentato ai vertici europei l’ultimo dei progetti di Legambiente, ovvero l‘Atlante dei campioni dell’economia circolare made in Italy (#circulareconomy).

Al interno presenti 107 esperienze, tutte italiane di aziende, startup, associazioni, cooperative, Comuni e realtà imprenditoriali che hanno scelto di investire su dei nuovi modelli per la gestione dei rifiuti, arrivando così a riciclare molte materie prime seconde che in precedenza finivano direttamente in discarica.

 

 

Legambiente, dunque, ha voluto lanciare alla Commissione un messaggio ben preciso: come ha spiegato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico dell’associazione,

«L’Italia è stata conosciuta a livello internazionale per anni come il paese delle emergenze rifiuti, oggi però possiamo avvalerci di tante esperienze di successo praticate da Comuni, società pubbliche e imprese private, che fanno della penisola la culla della nascente economia circolare europea al centro dell’importante pacchetto europeo votato dall’Europarlamento poche settimane fa».

Come detto, infatti, il Parlamento europeo ha migliorato la proposta fatta dalla Commissione nel 2015, andando ad innalzare in particolare due obiettivi fissati per il 2030: il riciclaggio dei rifiuti urbani viene infatti alzato al 70%, mentre quello degli imballaggi arriva all’80%. Ma non tutto dipende solo ed unicamente da Bruxelles. Come sottolinea Ciafani,

«il nostro governo deve fare la sua parte affinché si realizzi quella che è una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni Stati membri che contrastano gli obiettivi sostenuti dal Parlamento. Serve adottare immediatamente nuovi obiettivi europei di riprogettazione dei prodotti e di prevenzione, riuso e riciclo dei rifiuti per ridurre gradualmente il ricorso al recupero energetico, per archiviare lo smaltimento in discarica e per essere meno dipendenti dalle importazioni di materie prime».