Una sfida contro le fonti energetiche fossili iniziata ormail da tanto tempo per Pechino e, considerando il numero di progetti terminati, in via di completamento e quelli ancora al vaglio dei tecnici, possiamo cautamente dedurre che Xi Jinping stia portando a casa un buon risultato. In questo articolo scoprirete cinque dei più grandi progetti della Cina, che riguarda il settore delle rinnovabili.

Partiamo dal settore eolico, dove troviamo due grandi farm: l’impianto eolico offshore Jiangsu Rudong, nella provincia dello Jiangsu il quale vanta una capacità di 150MW, prodotta da circa 50 turbine installate dalla Siemens e dalla Goldwind.

Come secondo progetto troviamo invece “Gansu Wind Farm Project” , per quale il governo cinese ha stanziato 17,5 miliardi di dollari per costruire un impianto che produrrà entro il 2020 20mila MW, con l’obiettivo di far diventare questo sito la più grande wind farm del mondo.

Il sole è sicuramente tra le fonti rinnovabili più utilizzate in Cina: il Longyangxia Dam Solar Park, nella provincia dello Qinghai, con i suoi 27 km quadrati (visibili anche dallo spazio), produce circa 850MW di energia solare. Quest’ultimo, sebbene tra i più grandi, non è tra i più originali impianti ideati da Pechino.

Invece uno dei più curiosi è il “Panda Green Energy Group“, che ha realizzato il gigantesco impianto fotovoltaico a forma di panda nella regione dello Shanxi, provincia settentrionale della Cina. Datong Panda Power Plant, che ha una potenza di 100 MW, è il nome di questo patriottico impianto è uno dei simboli cinesi internazionalmente più riconosciuto.

 

La Solar Valley, un complesso residenziale di cinquemila metri quadri interamente alimentato da energia solare è, invece, l’imponente progetto, ideato dall’ex ingegnere petrolifero Huang Ming, ed è stato riconosciuto il progetto pilota della politica di urbanizzazione green cinese.

La straordinarietà del progetto risiede anche nella creazione di giardini pensili e spazi verdi che aiuteranno la piccola oasi, a metà strada tra Shanghai e Pechino, a dare un contributo alla lotta all’inquinamento.

L’ultimo esempio di questa classifica riguarda rifacimento urbano, un contratto firmato dallo studio italiano Stefano Boeri Architetti e l’Amministrazione di Liuzhou, nella provincia meridionale del Guanxi.

Per la costruzione di una “città foresta” lungo il corso del fiume Liujiang: il nome trae origine dalla volontà di ricoprire gli edifici della città con oltre un milione di piante e di piantare 40mila nuovi alberi.

 

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