Le polemiche intorno al caso delle uova contaminate dall’insetticida Fipronil, di cui è stata accertata la presenza anche in Italia, sono ancora vive. Ma quali sono i rischi reali per la salute derivanti dal consumo di uova con residui del composto? Il pericolo reale “dipende dalla quantità di sostanza ingerita: se una persona adulta ne ingerisce una dose minima, i rischi sono circoscritti e limitati. Solo se la percentuale è più consistente e viene assunta in modo costante nel tempo, il rischio comincia a essere reale”, ha spiegato Luciano Atzori, biologo esperto in sicurezza degli alimenti dello studio Abr. Il rischio per la salute dipende però anche da altri fattori, tra cui l’età. “Il rischio è soggettivo – aggiunge l’esperto – I bambini o anche gli anziani sono più vulnerabili degli adulti agli effetti tossicologici. Per loro anche un’assunzione limitata nel tempo e nella quantità può causare rischi”. Concretamente i pericoli per la salute dell’uomo “sono piuttosto modesti”, ha sottolineato nei giorni scorsi il direttore generale della sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, anche perché “in base al livello di contaminazione reperito nei Paesi dove sono state trovate queste uova, e considerando la quantità dei consumi abituali degli italiani, anche l’eventuale ingestione non avrebbe effetti gravi”. Se assunto in quantitativi importanti, in ogni caso, il fipronil può avere effetti tossici “con problemi neurologici, vertigini, irritabilità e, in casi estremi, convulsioni”, elenca Ruocco. Mentre, assumendo per un lungo periodo la sostanza tossica, si rischiano danni ai reni e alla tiroide. Non a caso, ricordano i veterinari della Federazione degli Ordini (Fnovi), “il fipronil non è stato autorizzato per l’utilizzazione negli animali che forniscono alimenti per l’uomo e quindi non sono stati registrati prodotti farmaceutici che lo contengono destinati a questi animali. Pertanto, nel caso in oggetto, le galline non sono state trattate con farmaci registrati, ma direttamente con il principio attivo preparato e somministrato in modo completamente illegale”. I veterinari spiegano che “il fipronil è un insetticida da anni utilizzato in veterinaria per applicazione esterna contro gli ectoparassiti del cane e del gatto. L’autorizzazione all’immissione in commercio è avvenuta nel rispetto delle normative in vigore nell’Unione europea con la valutazione dell’efficacia del prodotto, della sua tollerabilità per gli animali e dell’assenza di rischi apprezzabili per l’uomo che viene a contatto con gli animali trattati. In tutti gli anni di utilizzazione del fipronil le osservazioni postmarketing (farmacovigilanza) non hanno evidenziato problemi che ne mettessero in discussione l’utilizzazione”. Queste considerazioni, puntualizzano gli esperti, “sono necessarie per tranquillizzare i proprietari di animali da affezione che, a seguito delle notizie di pericolosità emerse in questi giorni, pensassero di aver finora fatto correre rischi ai propri animali o di averne corsi loro stessi. I prodotti a base di fipronil, se correttamente utilizzati, secondo le indicazioni del produttore e la prescrizione del veterinario, sono sicuri”.

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