Una scoperta importantissima, secondo i ricercatori  dello Smithsonian, coordinati dal professor David Roubik entro il 2050 in America Latina tra il 73 percento e l’88 percento del territorio adatto alla coltura del caffè andrà perduto a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre nella stessa regione si registrerà una riduzione tra l’8 percento e il 18 percento nel numero di specie di api, i principali insetti impollinatori delle piante del genere Coffea, dalle quali si estraggono i chicchi della apprezzatissima bevanda. I risultati sono davvero drammatici della ricerca guidata dallo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, alla quale hanno collaborato studiosi di vari enti e atenei di tutto il mondo, come l’Università del Vermont (Stati Uniti), il francese CIRAD e il CIFOR peruviano.

Inoltre i ricercatori suggeriscono per coloro che potrebbero perdere le colture di caffè nei prossimi decenni, di essere lungimiranti e di iniziare un graduale passaggio ad altre tipologie di piantagioni o a nuovi sistemi di produzione. Visto che il declino è inevitabile, solo tra le cinque e le dieci specie di api riusciranno a sopravvivere anche negli scenari peggiori previsti dal modello matematico, garantendo così la salvezza di almeno una parte delle coltivazioni nelle aree ‘superstiti’.

Gli ultimi effetti dei cambiamenti climatici sulle colture sono tra le principali preoccupazioni, non solo perché determineranno un’impennata dei prezzi e una riduzione nella disponibilità degli alimenti, ma anche perché siccità, diffusione di malattie e impossibilità di sostentamento con i frutti della terra spingeranno milioni di persone a migrare.

Questo sarà un fenomeno di massa che potrebbe essere ulteriormente aggravato dalle inondazioni che faranno sparire intere metropoli costiere, a causa dello scioglimento dei ghiacci e il conseguente innalzamento dei mari. Tutti i dettagli della ricerca dello Smithsonian Tropical Research Institute sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

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