Finalmente dopo tempo si apre una nuova fase grazie ad un farmaco immunoterapico nella lotta al tumore allo stomaco. Si tratta in particolare di una molecola che già si è dimostrata efficace contro la patologia, il pembrolizumab, si è rivelata tale anche nel trattamento della malattia in fase avanzata, con una riduzione significativa della massa tumorale specialmente nei pazienti PD-L1 positivi (PD-L1 è la proteina ‘bersaglio’ del farmaco).

Questi i risultati delle tre coorti dello studio Keynote-059, presentate al congresso degli oncologi europei Esmo in corso a Madrid. Lo studio ha incluso pazienti affetti da adenocarcinoma dello stomaco o della giunzione gastro-esofagea metastatico dividendoli in tre coorti: una con pazienti pretrattati con chemioterapia e due con pazienti non sottoposti al trattamento.

“I risultati dello studio KEYNOTE-059 confermano l’efficacia di pembrolizumab nel trattamento del tumore dello stomaco – afferma il prof. Alfredo Falcone, direttore Oncologia medica all’Università di Pisa -. Si tratta di una neoplasia che colpisce ogni anno 13mila italiani e per la prima volta negli ultimi 15 anni si registrano reali passi in avanti nel trattamento della patologia. L’immunoterapia apre quindi un’altra prospettiva che va ad integrarsi ai trattamenti che già utilizziamo”.
“Questi risultati in diverse linee di terapia nel tumore dello stomaco e della giunzione gastro-esofagea continuano a supportare il potenziale di pembrolizumab, e di PD-L1 come biomarcatore, in pazienti con questa malattia in stadio avanzato – ha aggiunto il dott. Roger Dansey, senior vice president and therapeutic area head, oncology late-stage development, Merck Research Laboratories. – Siamo incoraggiati dalle risposte osservate nei pazienti pesantemente pretrattati e guardiamo con fiducia alle prossime analisi dei dati sui pazienti non sottoposti al trattamento”.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata