Recentemente attraverso un comunicato stampa, l’INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) ha reso noto delle importanti novità in merito all’avanzamento dei lavori nei servizi di ricarica dei veicoli elettrici.

Come ha dichiarato il coordinatore del progetto Mauro Zucca al sito Science:

“Grazie a un’infrastruttura collocata sotto il manto stradale, che può essere condivisa anche da autobus e veicoli commerciali, è possibile ‘fare il pieno’ al semaforo o durante il periodo di parcheggio o persino mentre si viaggia, senza rischiare più di rimanere all’improvviso senza energia”

Ha spiegato in particolare che:

“La ricarica statica, si presta a incontrare il favore di utenti come i tassisti, che potrebbero approfittare delle soste forzate per ricaricare le loro vetture. Questa tecnologia può essere applicata anche ai veicoli industriali, come i carrelli elevatori, permettendo così di eliminare costi di stoccaggio e ripristino delle attuali batterie che oggi vanno periodicamente sostituite e, per lo più, ricaricate altrove”.

Infatti si tratta di un progetto sostenibile e in assoluta linea con le politiche ambientali dell’Europa che sarà impegnata, entro il 2050, a ridurre le emissioni di gas serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990. Questa nuova modalità di ricarica dei veicoli elettrici acquisisce quindi un ulteriore, importante, valore a sostegno di soluzioni alternative alle auto alimentate a combustibili fossili.

L’innovazione parte dalla ricarica dei veicoli elettrici, che potrà essere effettuata sia durante le soste sia in marcia, dove richiederà batterie più piccole, meno pesanti e costose. Per valutare l’efficienza di questa nuova tecnologia il MICEV si incarica di sviluppare sistemi di misura dell’energia trasferita alle auto mediante la ricarica induttiva.

Un’altra importante fetta del progetto fornirà diverse linee guida per misurare l’esposizione ai campi magnetici che si creano durante i rifornimenti all’interno e vicino ai veicoli. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di due nuovi laboratori di taratura degli strumenti di misura, cui potranno rivolgersi sia i costruttori di veicoli elettrici sia i loro fornitori, e di sistemi portatili per effettuare misurazioni on site.

Questo progetto ha suscitato l’interesse di moltissime  aziende operanti nel campo ed anche di città attente alle politiche ambientali, che si stanno unendo al consorzio in qualità di stakeholder. Grazie all’azienda EURAMET, l’associazione che ha finanziato il progetto, essa riunisce e coordina le attività gli istituti metrologici europei, nell’ambito del programma HORIZON 2020.

 

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