Nella notte fra giovedì 8 e venerdì 9 i carabinieri della compagnia di Cremona hanno fermato due pericolosi spacciatori bresciani. Erano le 2.30 del mattino, in viale Po, e i due italiani – un disoccupato di Ghedi, di 57 anni, e un operaio di Leno, di 36 anni – non hanno dato spiegazioni ai militari sulla loro presenza a Cremona. I militari hanno trovato 200 grammi di hashish nascosti sotto i sedili dell’auto, una Citroen Xsara, suddivisi in due panetti da un etto ciascuno, e un grammo di cocaina in un sacchetto di cellophane nascosto negli slip dell’operaio di Leno. La perquisizione delle due abitazioni ha consentito ai carabinieri di Cremona, su mandato dal sostituto procuratore Milda Milli, di trovare una sorta di magazzino di droga, oltre a un’arma da guerra, una mitraglietta automatica Makarov, costruita in Polonia, in uso nei Paesi dell’ex Patto di Varsavia. Sono stati trovati nella casa di Ghedi del disoccupato 57enne, in camera da letto, oltre 5 chilogrammi di marijuana, ripartiti in 8 involucri di cellophane, sigillati e sotto vuoto di più di mezzo chilo ciascuno, droga destinata ai consumatori cremonesi. L’Arma sta controllando in questo periodo, con uomini sia in divisa che in borghese, la zona dei locali notturni di Cremona e del Piacentino, usata come punto di ritrovo della malavita. I due spacciatori intendevano incontrare persone che i militari non sono ancora riusciti a identificare: si tratta però di un livello organizzativo alquanto elevato nel sistema dello spaccio. Sarà importante chiarire perché sia stato approntato un quantitativo così rilevante di stupefacenti.
E’ stata inoltre trovata sempre a Ghedi, nell’abitazione del disoccupato 57enne, una pistola mitragliatrice Rak Pm 63’’ calibro 9 per 18, con 7 proiettili della ditta Makarov già inseriti nel serbatoio. Un’arma da guerra detenuta illegalmente, ben tenuta e funzionante. Gli investigatori cercheranno di stabilire se è stata utilizzata, con l’aiuto dei Ris di Parma o di un perito scelto dalla Procura. C’erano anche 490 cartucce calibro 9. Nella cucina della casa dell’altro arrestato, a Leno, sono state trovate 11 cartucce calibro 9, oltre a un bilancino elettronico di precisione usato per pesare gli stupefacenti. I due uomini sono stati interrogati dal gip Letizia Platè l’altro ieri e gli arresti sono stati convalidati. Operazioni rese possibili dall’aumento dei servizi di sorveglianza del territorio, disposto dal comando provinciale: in tutto sono circa 40 gli arresti compiuti in tre mesi.



