Glifosato, fungicidi e regole di importazione tra Canada e Unione Europea, sono solo alcuni dei temi che verranno messi in discussione la prossima settimana dal Comitato congiunto sulle misure sanitarie e fitosanitarie creato dal CETA.

“Una discussione che può indebolire le norme su pesticidi e qualità del cibo”, controbatte così la campagna Stop TTIP/Stop CETA che pubblica un documento interno dell’UE con l’agenda dei lavori e lancia un appello:

“La prossima settimana a Ottawa i nostri diritti saranno messi in discussione da un comitato tecnico non trasparente. I nuovi parlamentari intervengano subito”.
Oggi e domani a Ottawa si terrà la prima riunione del Comitato congiuntosulle misure sanitarie e fitosanitarie creato dal CETA, l’accordo di libero scambio concluso tra Unione Europea e Canada e in via di ratifica nei Parlamenti degli Stati membri, Italia compresa. Il comitato è composto da rappresentanti della Commissione Europea, del Governo canadese, delle imprese e degli enti regolatori, senza alcuna traccia di organismi eletti. Per denunciare la scarsa trasparenza di questi meccanismi, la campagna StopTTIP/StopCETA pubblica un documento ad accesso ristretto trapelato dagli uffici della DG Sante della Commissione UE, che contiene l’agenda del meeting a porte chiuse.

Il problema è, dunque, che ci sono molti temi che interessano cittadini e produttori agricoli che però verranno affrontati in segreto e fuori dal controllo diretto dei Parlamenti o della società civile.

“I tecnici europei e canadesi, insieme ai rappresentanti del settore privato, si scambieranno informazioni sulle nuove leggi che riguardano la salute animale e delle piante, così come sulle ispezioni e sui controlli. Discuteranno anche di linee guida che determineranno l’equivalenza tra prodotti europei e nordamericani, così come dell’impatto sulle importazioni causato dai limiti per le sostanze chimiche”, hanno sottolineato da StopCETA.

Presentando due richieste urgenti: la prima ai parlamentari europei più impegnati, perché convochino la Commissione Ue in audizione chiedendo spiegazioni sui contenuti di questo incontro e la piena trasparenza degli argomenti trattati; la seconda ai neoeletti parlamentari italiani, che prenderanno posto nelle Camere rinnovate il 23 di marzo.

“Molti di loro hanno firmato il decalogo “#NoCETA – #Nontratto”, per la costituzione di un gruppo interparlamentare Stop CETA. Ora esercitino il diritto al controllo in nome e per conto degli italiani, chiedendo conto al Governo ancora in carica e al Ministero dell’Agricoltura di quali indicazioni, richieste ed eventuali veti si è fatto interprete davanti alla Commissione Europea”.

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