Smettere di fumare fa bene a tutto l’organismo, quello che però possiamo vedere a occhio nudo è un notevole miglioramento della salute della pelle. I ricercatori italiani, che hanno svolto lo sudio pubblicato su SkinMed, hanno visto che già dopo 9 mesi senza fumo si osserva infatti una riduzione oggettiva dei segni dell’invecchiamento del volto.

“Abbiamo reclutato 60 forti fumatrici chiedendo loro di smettere di fumare per 9 mesi. In questo modo, abbiamo potuto dimostrare che l’astensione dal fumo di sigaretta provoca un ringiovanimento misurabile della pelle del volto, era visibile un aumento di molto considerevole della luminosità del tessuto, riduzione rughe perioculari e il ritorno a condizioni quasi iniziali delle proprietà meccaniche della cute”ha spiegato Adele Sparavigna, presidente dell’Istituto di ricerca in Dermatologia Derming di Milano.

A provocare la maggior parte dei danni dovuti al tabacco, come noto, non è la nicotina, ma le sostanze dannose derivate dalla combustione.

“La letteratura scientifica ne riporta da 4000 o 8000, di cui un centinaio cancerogene e circa 120 dannose o potenzialmente dannose. Queste, una volta inalate, vanno a creare danni nell’organismo, inclusa la pelle” spiega Luigi Godi, senior Scientific & Medical Advisor Philip Morris Italia.

Philip Morris ha iniziato 10 anni fa una scrupolosa attività di ricerca nei prodotti a rischio potenzialmente ridotto che riscaldano il tabacco senza bruciarlo e, così facendo, riescono a diminuire il danno nei soggetti adulti che non riescono a smettere di fumare.

“Abbiamo già condotto 8 studi clinici sulla cinetica della nicotina e altri 2 di lunga durata sono in corso. Tramite questi studi è emerso come la formazione di sostanze nocive diminuisce molto con l’uso di prodotti a rischio potenzialmente ridotto. Nel caso del monossido di carbonio, ad esempio, fino al -98,6%. Permette inoltre all’emoglobina di trasportare più ossigeno ai tessuti periferici, con effetti positivi sui danni fumo-correlati ” ha spiegato Godi.

 

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