In questa puntata di ‘Laboratorio Salute’ la conduttrice, giornalista Micol Baronio ospiterà il Dott. Urbano Baldari, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia, dirige a Cesena (FC) il poliambulatorio Kimeya, struttura che ha come fondamento deontologico la visione del paziente come entità unica e complessa, e l’utilizzo integrato di approcci diagnostici e terapeutici sia tradizionali che non convenzionali.

Durante la puntata affronteremo più in profondità l’argomento che riguarda l’approccio di medicina dell’informazione, messo a punto dal dottor Ubaldo Baldari. Un approccio che ha avuto inizio unendo sincreticamente diverse metodologie, con l’obiettivo principale di capire il funzionamento del corpo come sistema e curare con efficacia il paziente.

Perché non si può parlare solo di corpo fisico, ma va introdotto il concetto di corpo informatico o informazionale: immaginando il corpo come percorso da una grande rete stradale che permette alle informazioni di muoversi da un organo all’altro e utilizzando il concetto di Catena Causale, è possibile trovare l’origine della malattia e curare il corpo informatico per guarire quello fisico.

La medicina dell’informazione praticata dal dottor Baldari viene portata avanti da tanti anni in Italia, anche da un gruppo di circa quindici medici. Secondo questo tipo di impostazione esiste un corpo biologico e uno corpo non biologico, che noi chiamiamo corpo informatico, o informazionale, che è quello su cui focalizziamo il nostro lavoro. L’approccio si sviluppa partendo dalla ricerca del medico e omeopata tedesco Helmut W. Schimmel. Schimmel che ha messo insieme un’enorme quantità di dati presi dalla medicina tradizionale e dall’antichissima medicina orientale e ha visto che ci sono delle comunicazioni certe fra i nostri organi: c’è come una grande rete stradale nel nostro corpo che permette alle informazioni di muoversi da un organo ad un altro. Ogni organo comunica in maniera standard con tutti gli organi, e la comunicazione avviene attraverso queste strade informatiche.

Su questa base, egli ha sviluppato il concetto di “catena causale”, una struttura patologica che parte da un danno in un organo e si sviluppa su tanti organi, i quali vanno in soccorso del primo per aiutarlo. Una struttura saggia che permette al corpo di distribuire un problema in modo che non crei troppo danno ad un solo organo. Vista in questo modo la malattia è il modo migliore che il corpo ha per continuare a fare affluire le informazioni, un sistema di compensazione.

 

Contatti:

Per informazioni e prenotazioni di visite 0547 610024 – info@kimeya.it – baldari@kimeya.net

 

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