Le malattie respiratorie in Italia (dati ISTAT) sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100 mila abitanti); tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti. I dati del 2013, inoltre, segnano un trend in negativo rispetto al 2009: da 39.949 a 43.444, da 67,6 casi ogni 100mila abitanti ai 73. Le regioni con i maggiori decessi sono, per valori assoluti, Lombardia (6.529), Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia Romagna (3.612), Campania (3.195). I rapporti ogni 100mila abitanti, però, segnalano una forte incidenza nelle seguenti regioni: Valle D’Aosta (102,2), Liguria (97,7), Friuli Venezia Giulia (91,6), Toscana (82,6) e Umbria (82,4). Se ne è parlato, in questi giorni, a Verona in occasione del 1° Congresso Nazionale “I device inalatori nella governance delle malattie vie aeree”, presieduto e organizzato dal Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona. Essendo la terapia inalatoria il gold standard per la gestione di queste malattie- spiega il Prof. Roberto Dal Negro è importante la conoscenza dei sistemi per l’erogazione dei farmaci, perché da questi dipende oltre il 60% dell’efficacia della terapia”. Un paziente su tre con Asma Bronchiale o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), infatti, non aderisce alla prescrizione medica. I dati più recenti confermano come l’aderenza alla terapia nell’Asma e nella BPCO si aggiri intorno al 30% soltanto, contrariamente a quanto avviene per altre malattie cronico-persistenti (di tipo cardiologico, neurologico, ecc.) ove l’aderenza supera abbondantemente il 70%. Complici di questa deriva comportamentale, tra gli altri, la necessità di assumere quotidianamente più farmaci più volte al giorno, e soprattutto la difficoltà ad usare correttamente i dispositivi (erogatori) per l’erogazione dei farmaci respiratori. L’aderenza resta molto bassa anche dopo gli episodi di riacutizzazione, con una sensibile riduzione della sopravvivenza a cinque anni dal ricovero. La tosse non è un fenomeno esclusivamente invernale. Ed è un grande errore considerarlo in questo modo. Gli specialisti, dinanzi ai numeri in aumento di questa sintomatologia, mettono in guardia, e sottolineano che questo fenomeno ormai riguarda sempre più Italiani in sempre più variegati periodi dell’anno. Oltre il 90% degli Italiani soffre almeno di un episodio all’anno. Ma per un italiano su tre si contano anche dai 3 ai 5 episodi l’anno, della durata media dai 7 ai 15 giorni. “Le cause più frequenti – secondo   Dal Negro- sono quelle infettive, prevalentemente virali (in autunno-inverno, ma anche in primavera-estate, a seconda del virus in gioco). Ma tra le altre cause spiccano anche l’asma e i disturbi allergici, il reflusso gastro-esofageo, lo scolo di secrezioni nasali posteriori, alcuni aspetti psicologici, l’uso di alcuni medicinali”.

 

 

 

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