Non fanno sorridere i dati diffusi dall’Agenzia del Farmaco in merito al consumo dei farmaci da parte degli italiani, adulti e bambini. Il Rapporto Nazionale sull’uso dei farmaci fotografa, rispetto all’anno precedente, un incremento pari al 4,3% per i consumi e all’1,2% per la spesa farmaceutica nazionale totale. I dati mostrano che ogni italiano ha assunto in media 1,7 dosi di farmaco al giorno, il 66,2% delle quali erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mentre il restante 33,8% è relativo a dosi di medicinali acquistati direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione). La spesa a carico dei cittadini, comprendente la spesa per compartecipazione per i medicinali di classe A acquistati privatamente e quella per i farmaci di classe C, è stata di 8.806 milioni euro, registrando un aumento del +7,1% rispetto al 2016. Tra le Regioni, Emilia Romagna (317,6 DDD 1000 ab die) e Lombardia (98,2 DDD 1000 ab die) hanno registrato rispettivamente i livelli più alti e più bassi di consumo, mentre i valori di spesa più elevati sono stati riscontrati in Sardegna (239,64 euro pro capite), Puglia (227,13 euro pro capite), Campania (223,34 euro pro capite) e quelli più bassi invece in Valle d’Aosta (139,40 euro pro capite), nella Provincia Autonoma di Trento (154,94 euro pro capite) e in Lombardia (165,79 euro pro capite). La categoria maggiormente consumata dagli italiani sono i medicinali per il sistema cardiovascolare, seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici, dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale e da quelli per l’apparato respiratorio. In termini di impatto sulla spesa farmaceutica pubblica, i farmaci antineoplastici e immunomodulatori sono al primo posto (5.064 milioni di euro), seguiti dai farmaci dell’apparato cardiovascolare (3.548 milioni di euro). I medicinali a brevetto scaduto rappresentano, invece, il 79,4% delle dosi di farmaci consumate ogni giorno e il 59% della spesa convenzionata. In aumento anche il consumo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+65,1% rispetto al 2016) e della somatropina (+101,8%).

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