La UE e l’Indonesia negoziano un accordo di libero scambio, CEPA, in cui l’olio di palma svolge un ruolo centrale. Jakarta minaccia di acquistare jet di tipo Airbus solo se alimentati a olio di palma. Gli ambientalisti in Indonesia e in Europa chiedono di fermare il libero commercio di olio di palma attraverso una petizione da firmare qui. Per l’olio di palma, sempre più foreste vengono distrutte. ” Visto che si sta trattando l’accordo di libero scambio di olio di palma con la UE, presto non ci saranno più foreste e sempre più persone si impoveriranno” afferma Wardian contadino indonesiano. Una compagnia di olio di palma ha abbattuto la sua foresta. Era l’ultima foresta di Sembuluh, in Borneo. La UE e l’Indonesia stanno negoziando l’accordo di libero scambio CEPA. Alcuni gruppi indonesiani si oppongono al libero scambio di olio di palma, che ridurrebbe le possibilità di intervento contro la deforestazione e il conflitto per la terra. Pertanto, chiedono che l’olio di palma non faccia parte dell’accordo. Parallelamente ai negoziati, l’Indonesia sta cercando di aumentare le vendite di olio di palma: minaccia di acquistare jet di tipo Airbus solo se voleranno con olio di palma e cherosene e se si farà una fabbrica di cherosene da olio di palma in Europa. A luglio 2018 si è svolta a Bruxelles la quinta sessione di negoziazione del CEPA, a porte chiuse. Gli attivisti e gli agricoltori indonesiani hanno manifestato a Bruxelles. “Solo le aziende beneficiano del libero commercio”, avverte Yuyun Harmono dalla rete ambientale WALHI. “Il biocarburante da olio di palma provoca emissioni di CO2 maggiori rispetto ai combustibili fossili”. La produzione di olio di palma e di biocarburanti sono un disastro per il clima globale. L’Indonesia produce oltre la metà dell’olio di palma a livello mondiale e la UE è il principale consumatore dopo l’India. A metà giugno, la UE ha deciso di eliminare gradualmente l’olio di palma nei biocarburanti, ma solo nel 2030. Troppo tardi, afferma Wardian. Il CEPA sarebbe una battuta d’arresto non solo per le foresta tropicali ed i loro abitanti, ma anche per una politica energetica orientata al futuro nella UE.

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