Quando si parla di energie rinnovabili si pensa subito alle più classiche: fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse ma esistono fonti rinnovabili ancora poco diffuse che presto potrebbero garantire l’approvvigionamento energetico sufficiente senza dover essere ostaggi delle condizioni climatiche. Cose succede all’energiasolare se manca il sole? E all’energia eolica se manca il vento? Semplice, lo riferisce il sito Green.it. Non produrrebbero energia. Nonostante i progressi tecnologici, i nuovi materiali, la maggiore efficienza dei pacchi batteria, siamo ancora ben lontani dal poter garantire copertura energetica costante, a prezzi contenuti, a prescindere dalle condizioni meteo. Il solare termodinamico potrebbe essere la soluzione del problema. L’impianto SolareReserve nel deserto del Nevada ne è l’esempio. Qui migliaia di specchi fotovoltaici sono posizionati in modo tale da riflettere la luce del sole verso la grande torre centrale alta 200 metri all’interno della quale le temperature arrivano sino a 600 gradi. Nella torre grazie a dei materiali particolari, chiamati vettori termici, è possibile immagazzinare calore per generare energia elettrica tutte le volte che la rete lo richiede. Successivamente l’energia termica accumulata nei vettori viene trasformata in energia meccanica e poi in energia elettrica. Grazie all’impianto realizzato da SolarReserve è possibile avere un rendimento costante nel tempo, 24 ore su 24, senza dipendere dalla luce del sole a disposizione. Kevin Smith, Ceo della società americana, ha deciso di investire nell’energiasolare termodinamica per non essere schiavo dei problemi che affliggono i classici impianti fotovoltaici. “Il punto non è tanto far conoscere al pubblico le virtù del solare a concentrazione – afferma Smith – quanto far passare il messaggio secondo cui, in termini di efficienza, tra pannelli solari e impianti termici non c’è confronto. Chi crede troppo nel potenziale delle batterie sarà costretto a ricredersi. Del resto, si può immagazzinare più energia con CrescentDunes che mettendo insieme tutte le batterie al momento disponibili sul mercato”. Ma come possiamo immaginare, se tutto fosse così semplice avremmo impianti a concentrazione in ogni parte del mondo. Il rovescio della medaglia di questa splendida tecnologia è che se si vogliono minimizzare i costi, occorrono impianti molto grandi. Attualmente SolarReserve ha all’attivo altri due impianti di questo tipo oltre a CrescentDunes in Nevada: in Sud Africa e in Cile; l’impianto sudafricano, Redstone, ha una taglia di 100 Megawatt e soddisfa circa 200mila abitazioni. Copiapò, in Cile, è in fase di realizzazione e quando sarà terminato garantirà energia a circa 560mila nuclei famigliari. Sono proprio gli stati emergenti come Cile e Sud Africa i destinatari ideali di questa tipologia di impianto perché hanno grandi spazi a disposizione, l’irraggiamentosolare necessario, hanno urgenza di grandi quantità di energia pulita e per raggiungere questo obiettivo, sono sostenuti da finanziamenti governativi nazionali.



