Attraverso una petizione, CIWF si unisce ai cittadini di questi territori e chiede al Ministro dell’Ambiente e al Presidente della Regione Zaia di bloccare la costruzione di altri allevamenti e di aprire un dibattito sul futuro dell’ecosistema del Delta del Po affinché non venga distrutto dall’allevamento intensivo. A Polesine Camerini è nato il comitato “No Polli” che cerca di impedire la costruzione di 4 mega allevamenti. Porto Tolle, Taglio di Po, Polesine Camerini sono tutti paesi che si trovano nell’area del Delta del Po, la più importante zona umida italiana, con grande valenza ambientale, ricca di biodiversità e Patrimonio dell’Unesco. Questi paesi sono a ridosso del Parco del Delta del Po, per una parte in Veneto e per l’altra in Emilia Romagna. Nonostante questi paesi siano fuori dal Parco, il sistema idraulico che caratterizza tutta l’area del Delta– sia del parco che quella contigua – di fatto rende impossibile creare confini netti. Nella provincia di Rovigo, negli ultimi 7 anni sono stati costruiti, o sono in via di approvazione e/o ampliamento 49 allevamenti. Di questi, 21 si trovano nell’area del Delta e si vanno a sommare a quelli precedentemente costruiti. I nuovi allevamenti che verranno costruiti sono a tutti gli effetti dei mega impianti.I cittadini sono spaventati dall’impatto che questi allevamenti potrebbero avere sulle loro vite:
-aumento importante del traffico pesante (circa 30 viaggi al giorno secondo i loro calcoli)
-cattivi odori
-un taglio netto alla vocazione ambientale e turistica del Delta del Po
Gli allevamenti in fase di approvazione vengono portati avanti senza una valutazione strategica di impatto ambientale. Il Delta del Po è un territorio a grande vocazione turistica e naturalistica. Ma soprattutto è una follia costruire allevamenti intensivi in una zona a rischio di influenza aviaria dove si sono già verificati focolai con relativi abbattimenti di centinaia di migliaia di animali negli allevamenti.

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