La sua missione è dare la caccia ai nemici della barriera corallina. In particolare uno: una stella marina.Alcuni scienziati australiani hanno presentato un robot subacqueo in grado scovare e uccidere la “corona di spine”, una stella marina che sta danneggiando irreparabilmente la Grande Barriera Corallina.

Il RangerBot, questo il suo nome, è stato sviluppato grazie a una donazione di Google e progettato dai ricercatori dell’Università della Tecnologia (QUT) del Queensland. L’immensa barriera corallina ha subito nel 2016 e nel 2017 due gravi episodi di sbiancamento dei coralli a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua.

Gli esperti stimano che un’area di 2.300 chilometri possa aver subito danni irreparabili, a causa dei cambiamenti climatici, delle attività industriali e agricole, e anche della Acanthaster planci, questo il nome scientifico della “corona di spine”.Il robot, che grazie a una batteria ha una autonomia di movimento di otto ore, permette di monitorare e mappare le aree del reef su larga scala.

“RangerBot – hanno spiegato dall’università del Queensland – è il primo sistema robotizzato al mondo progettato specificamente per gli ambienti delle barriere coralline. La visione del robot serve per navigare in tempo reale, per evitare ostacoli e condurre delle missioni scientifiche complesse”.

Questo robot oceanico, che ha le dimensioni di un drone multifunzione può monitorare un’ampia varietà di problemi che minacciano le barriere coralline, tra cui sbiancamento, qualità dell’acqua, rilevamento di specie invasive e inquinamento.RangerBot è anche in grado di rilevare le stelle mangia coralli e “neutralizzarle” con un’iniezione letale.

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