In America dal 2012 sono raddoppiati i prezzi dell’insulina per i diabetici, questo a portato ad una grave condizione soprattutto per i più poveri. In alcuni casi appunto questo binomio può diventare letale come rivelano diverse inchieste giornalistiche, e di fondazioni private, questa condizione starebbe portando un americano diabetico su 4 ad auto-razionarsi il farmaco.

Una metodica che in alcuni casi porta le persone a crisi davvero gravi se non alla morte.

Questa volta a denunciare uno dei casi tragici  – di fronte ad una audizione del gruppo democratico del Senato sull’aumento dei prezzi dei farmaci – e’ stata Nicole Smith Holc, il cui figlio Alec e’ morto solo pochi mesi fa di chetoacidosi: ossia dell’effetto devastante del diabete per mancanza di insulina.

Un ragazzo di appena 26 anni, dopo aver perso il diritto ad avere l’assicurazione sanitaria della madre per limiti d’eta’, il giovane non ce l’avrebbe fatta a sostenere il costo di tutte le fiale di insulina di cui il suo organismo aveva bisogno.

Trovato morto sul pavimento di casa sua proprio tre giorni prima di quando avrebbe preso lo stipendio, con la fiale dell’insulina vuota.

Con lo stipendio di impiegato in un ristorante si è potuto permettere un assicurazione sanitaria che li copriva solo parzialmente il costo della sua insulina. Visto che in media una fiala costa almeno 250 dollari negli Usa, e se non si ha l’assicurazione sanitaria anche molto di piu’: i malati ne hanno bisogno 2 o 4 fiale il mese. In questo caso per Alec il costo era 1.300 dollari al mese.

Ora le tre principali aziende produttrici dell’insulina: la Eli Lilly americana, la Sanofi francese e la Novo Nordik danese, sono oggetto di una causa federale lanciata in Massachussetts da pazienti diabetici che denunciano i rischi per la loro vita a causa dei costi dell’insulina.

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