A Piacenza questa primavera è arrivato un laser per interventi salva prostata senza la chirurgia. Ne parliamo durante la trasmissione le Buone Cure, condotta dalla giornalista Loretta Gregori. Ospite in studio il dottor Ivan Matteo Tavolini, direttore di Urologia dell’ospedale di Piacenza, che spiegherà  come questa nuova tecnologia poco invasiva permetta di trattare il disturbo urologico maschile più diffuso.

Il laser verde al triborato di litio, infatti, consente di vaporizzare con delicatezza e precisione millimetrica l’eccesso di tessuto prostatico e di trasformarlo in bollicine, ripristinando la normale funzione urinaria. Ne possono beneficiare  esempio i pazienti che soffrono di ipertrofia prostatica benigna, il disturbo urologico più diffuso nel nostro Paese. Nel 2017, l’ingrossamento dell’organo è stato diagnosticato a circa 7 milioni di pazienti.

L’ipertrofia prostatica benigna coinvolge la prostata, attraverso cui passa l’uretra, il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno. Quando la piccola ghiandola si ingrossa va a comprimere proprio il passaggio del flusso. Il getto urinario si indebolisce progressivamente e le minzioni diventano sempre più frequenti. Inoltre, la vescica non si svuota mai completamente e il ristagno può causare infezioni urinarie.

Per questo, se non si provvedere a rimuovere l’ostruzione prostatica in tempo utile, si avrà un ingrossamento anomalo della vescica. Coagulando istantaneamente i vasi dell’area trattata, senza causare sanguinamenti, il laser verde consente di operare in tutta sicurezza anche pazienti ad elevato rischio emorragico. Questa procedura, inoltre, preserva molte funzioni vitali, compresa l’attività sessuale e permette ai pazienti di recuperare in tempi brevi una buona qualità di vita personale e di relazioni.

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