Cresce in Italia così come nel resto del mondo, il consumo di pesce. Per il 2017 la FAO ha stimato un consumo globale di pesce di 153 milioni di tonnellate con oltre 20 kg annui di consumo pro capite, più del doppio dei 9 che si registravano nel 1991. E secondo le previsioni, i numeri tenderanno a crescere, con l’Europa a fare da traino con i suoi 500 mln di consumatori che ne mangiano in media 25 chili pro capite l’anno per un valore di mercato di 55 miliardi di euro.

A fare il punto sullo scenario, i produttori europei nel Convegno dal titolo “Prospettive e nuove sfide per l’industria europea di trasformazione ittica”.

Spiega Elisabetta Bernardi, nutrizionista e docente all’Università di Bari:

“Il pesce si può considerare un alimento quasi perfetto sia per il suo apporto di proteine di ottima qualità ma è anche ricco di vitamine e minerali. E poi è la fonte principale di Omega3 che il nostro organismo utilizza per numerosissime funzioni”.

Sono più di 800 milioni le persone in tutto il mondo che dipendono dalla pesca, come fonte di reddito e approvvigionamento. E il 97% di questi 800 milioni vive in Paesi in via di sviluppo. Ma per poter conservare o incrementare questo stato è necessario conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine. Audun Lem, Vice Direttore della FAO della Divisione Politica e Economia nel Dipartimento Pesca e Acquacoltura:

“I Governi che si sono incontrati questa estate a Roma hanno dato alla Fao il mandato di sviluppare linee guida per migliorare la situazione del settore, che è buona, ma ci sono alcuni paesi che hanno problemi che cerchiamo di affrontare e risolvere”.

Afferma Guus Pastoor, Presidente Assemblea Generale delle Associazioni europee dei trasformatori ed importatori di pesce (AIPCE-CEP):

“Il mercato è in crescita e le prospettive sono buone. Ovviamente abbiamo delle sfide che ci aspettano. A cominciare dall’approvvigionamento. E con l’economia globale è una sfida destinata a crescere, perché sempre più gente vuole pesce”.

Un settore in espansione come sottolinea Riccardo Rigillo del Mipaf:

“Per noi è una tradizione arrivata negli ultimi anni ma sicuramente la domanda è forte e c’è domanda anche di qualità. Per questo il ministero innanzi tutto sta lavorando al protocollo per un Registro di qualità nazionale e stiamo dando tutto il possibile supporto per la commercializzazione e la promozione del prodotto”.

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