“Cosa mi è rimasto? Tanta voglia di vivere. Sono felicissima”, dice Agnese. “Io sono come rinata. Io sono una nuova Antonella, questa per me è una seconda vita, ricostruire per ricominciare, io ho ricominciato”, aggiunge Antonella. “Perché non ci provi anche tu Sonia, invece di andare dallo psicologo, vai a partecipare”, spiega Sonia.Federica (aprile), Agnese (febbraio), Antonella (settembre) e Sonia (luglio) sono alcune tra le 12 guerriere coraggiose che si sono messe a nudo nel calendario “Ricostruiamo per ricominciare”, con l’obiettivo di mostrare che la ricostruzione mammaria funziona.Un’iniziativa ben riuscita e fortemente voluta dall’Unità di chirurgia ricostruttiva dell’Ospedale San Giovanni di Roma con l’associazione Domina onlus, donne operate alla mammella, presentata nella Sala Folchi e diretta in particolare ad altre donne, con un messaggio chiaro:”Per fare un calendario per dire: quelle che arriveranno, altre ragazze, donne, mamme, che si devono operare, che si può fare, si può vincere”, ha sottolineato. “Il fatto di rivedersi bene allo specchio è stato di grande aiuto per affrontare, quello che comunque è un cammino lungo della guarigione”, ha detto Federica.”Abbiamo condiviso quest’evento e questa iniziativa, soprattutto anche destinata alla raccolta di fondi per l’associazione, per la ricerca”, ha ricordato Antonella.Le foto sono di Francesco Domizi, il risultato indiscutibilmente un successo. L’appello è sempre uno: “Io mi considero salvata dalla prevenzione, perché io me ne sono accorta facendo l’annuale mammografia, non avevo nessun sentore. L’appello a tutte le donne è di controllarsi con la massima precisione”, ha consigliato Federica.Andrea Loreti, direttore dell’Unità di chirurgia plastica del San Giovanni: “La ricostruzione mammaria è una tecnica in evoluzione, abbiamo raggiunto veramente in questo momento dei risultati ottimali, fermo restando che la variabilità del risultato dipende anche dalla tipologia di seno, dalla tipologia di chirurgia demolitiva-oncologica, e da tanti fattori – ha spiegato – Un tempo il cancro alla mammella veniva curato solo con la parte demolitiva e la ricostruttiva era un optional. Adesso no, è impossibile che nel Lazio una donna non abbia accesso, in simultanea con l’intervento demolitivo, all’intervento ricostruttivo”.

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