Frattura del femore: indice di cattiva salute

Le fratture al femore causate da osteoporosi hanno purtroppo una forte incidenza sulla vita degli anziani. Basti pensare che – ad un anno di distanza dall’operazione – il 40% dei pazienti non è in grado di camminare autonomamente e più del 60% presenta limitazioni anche nelle più semplici attività quotidiane. Per questo diventa fondamentale conoscere questa patologia, prevenirne i principali fattori di rischio, e seguire un corretto percorso diagnostico e terapeutico fatto di riabilitazione, terapia farmacologica e controlli periodici: solo in questo modo si è in grado di ridurre drasticamente il rischio di nuova frattura, con un conseguente miglioramento della qualità di vita.

La fragilità dell’osso, che è la causa delle fratture, dipende spesso dall’osteoporosi severa che in Italia colpisce una donna su 4 con più di 50 anni e una donna su tre oltre i 60 anni. Questa patologia comporta un indebolimento progressivo dello scheletro e quindi una ridotta resistenza dell’osso, predisponendo a un più alto rischio di frattura che avviene anche per traumi di lieve entità. Le fratture da fragilità correlate ad osteoporosi possono avvenire in qualsiasi segmento scheletrico, ma le parti più coinvolte sono il femore, le vertebre, il polso, l’omero prossimale, e la caviglia.

Nel 2017, solo in Italia, si sono verificate circa 560.000 fratture da fragilità con un costo per il servizio sanitario pari a 9,4 miliardi di euro, un importo decisamente importante e destinato ad aumentare.

La frattura al collo del femore in Italia, fa registrare almeno 100.000 casi all’anno e colpisce la popolazione anziana con netta prevalenza di donne (8 casi su 10).

Queste fratture possono portare, nei casi più gravi, a disabilità, perdita di autonomia e ad un aumento del rischio di mortalità. Negli ultimi anni, proprio grazie a terapie e prevenzione, il numero di fratture al femore, nelle donne fino a 70 anni, ha visto una lieve diminuzione.

Resta comunque un indice di un cattivo stato di salute generale del paziente e comporta importanti conseguenze: dal ricovero per l’intervento chirurgico, a prolungati periodi di immobilità se non anche causa di invalidità. Prevenire dunque diventa fondamentale anche se spesso la fragilità ossea causata dall’osteoporosi severa viene diagnosticata solo in seguito alla frattura del femore e non prima.