Uno studio italiano rivela come la concentrazione di vitamina D diminuisce con l’aumentare dell’età e già dopo i sessant’anni si riscontra frequentemente una crescente ipovitaminosi D. Un problema serio perché aumenta il rischio di osteoporosi e fratture ossee, soprattutto nelle donne, ma anche eventi cardiovascolari e altre patologie. Al risultato si è arrivati indagando le abitudini alimentari di 450 persone con età maggiore di 60 anni e in possesso degli esami ematochimici inerenti ai livelli di vitamina D e l’esposizione al sole senza però aver consumato supplementi (integratori) di tale vitamina. E’ emerso che l’esposizione media al sole è di circa 1,6 ore a settimana e che, con gli alimenti, il campione intervistato assume circa 2.5 microgrammi al giorno di vitamina D. A parità di vitamina D assunta dagli alimenti, chi si espone di più al sole ha una concentrazione di vitamina D nel sangue più elevata. La popolazione generale presenta una concentrazione ematica della vitamina D molto bassa e non raggiunge il valore minimo dei 30ng/ml. Il Consiglio degli esperti per gli anziani è quello di controllare il livello della vitamina D nel sangue; di esporsi al sole nelle ore più calde per almeno 15 minuti al giorno d’estate e 30 minuti d’inverno; di inserire nella propria dieta uova e pesce e noci.

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