Uno studio rivoluzionario, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Bild, e che è stato condotto dall’Università di Heidelberg, apre le porte ad un nuovo sistema diagnostico per il tumore al seno, basato su un test del sangue che però garantisce affidabilità pari alla mammografia. Grazie all’analisi di 15 diversi biomarcatori è infatti possibile individuare e diagnosticare la presenza di tumori anche di dimensioni ridotte, come dimostra una sperimentazione che ha coinvolto 650 donne, delle quali la metà ammalate di tumore. Il nuovo test non invasivo potrebbe essere attuato già a partire da quest’anno, ma saranno necessari nuovi studi per confermare i risultati ottenuti. Gli esami del sangue sui biomarcatori hanno comunque registrato una aderenza del 75% sulla diagnosi della malattia in 500 pazienti affette da cancro al seno. Manca poi una valutazione su una rivista di settore, che possa comprovare la validità del test e dello studio effettuato, che comunque promette di poter sostituire la mammografia quanto a precisione, considerato che la mammografia, per alcune donne risulta dolorosa e fastidiosa, è una tecnica diagnostica che consente di individuare 9 tumori su 10, con una riuscita del 90%, riuscendo ad arrivare ad individuare lesioni anche iniziali e molto piccole, non percepibili con la palpazione. Prima del test sui biomarcatori del sangue era stato studiato un test sul Dna mutato del cancro e sulle proteine prodotte dal tumore. Le prospettive aperte dal recente studio tedesco promettono di migliorare la vita delle pazienti già in fase diagnostica attraverso test non invasivi e affidabili, per una patologia, quella del cancro al seno, ampiamente diffusa e per cui le terapie stanno facendo importanti passi avanti, insieme alla prevenzione. E’ importante ricordare che la una sopravvivenza a 5 anni è pari all’87% e la sopravvivenza dopo 10 anni dalla diagnosi è pari all’80%.

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