Dispositivi sempre più sofisticati e monitoraggio a distanza: l’aritmologia italiana sta vivendo la sua rivoluzione 4.0 grazie all’innovazione tecnologica. L’obiettivo è di curare, in una popolazione che invecchia, le aritmie cardiache che sono la causa più frequente di morte improvvisa. Sono questi alcuni dei temi di cui si parlerà in occasione del Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione che si apre oggi a Bologna.

Tra questi l’evoluzione della telemedicina che “dimezza la mortalità, riduce le ospedalizzazioni e migliora l’assistenza”, come ha spiegato Renato Pietro Ricci, presidente dell’Aiac.

“La telemedicina è l’innovazione tecnologica più importante in tanti settori della sanità e della cardiologia e aritmologia. Perché ci permette un cambiamento paradigmatico nella gestione del paziente. Dalla medicina di tipo reattivo, siamo passati a un a medicina dio tipo proattivo. Abbiamo un monitoraggio continuo del paziente che sta a casa sua che ci permette di riconoscere delle situazioni a rischio. Tutto questo può migliorare la sopravvivenza e ridurre la mortalità.”

Nonostante questi benefici oggettivi la telemedicina non è ancora rimborsata dal Sistema sanitario nazionale.

“Manca ancora quella codifica a livello nazionale che ci permetta di avere pieno riconoscimento della prestazione. Questo consentirà di allocare le giuste risorse a un tipo di trattamento e gestione dei pazienti che ne migliora la risposta clinica e la prognosi e permette al sistema di risparmiare addirittura risorse”.

Al convegno di Bologna si parlerà, Roberto De Ponti, presidente eletto Aiac, parlerà dei disturbi del ritmo cardiaco, le alterazioni dell’attività elettrica del cuore.

“Ci sono aritmie banali e altre più importanti. Una volta fatta la diagnosi si può ricorrere a volte a farmaci, altre a dispositivi come pacemaker e defibrillatori. Altre all’ablazione per togliere attraverso un’intervento mininvasivo la causa dell’aritmia”.

Ma quali sono i campanelli d’allarme? Possono essere una palpitazione anomala del battito cardiaco, senza esagerare, altre volte uno svenimento, che può essere un campanello d’allarme che indica che qualcosa nel ritmo del cuore non va.

I cardiologi riuniti a Bologna si confronteranno inoltre sulla morte improvvisa nello sport amatoriale e agonistico.

Il vicepresidente dell’Aiac, Massimo Zoni Berisso: “Muoiono di più quelli che fanno lo sport perché alcune di queste aritmie possono essere slatentizzate dallo sport con la liberazione di catecolamine che può essere il meccanismo che fa partire l’aritmia stessa. In questi giorni è assolutamente necessario uno screening preventivo per non metterli a rischio di morte improvvisa facendo lo sport”.

Uno dei focus del congresso sarà la fibrillazione atriale, una aritmia strettamente correlata all’invecchiamento. Non è pericolosa per la vita ma crea enormi complicanze sulla qualità della vita.

“Si associa a un elevato rischio di ictus. E poi a disturbi di ritmo accelerato o rallentato per cui si devono prendere provvedimenti”

Al congresso di Bologna saranno presenti un migliaio di esperti del cuore, tra cardiologi e aritmologi provenienti da tutta Italia.

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