Difficoltà deglutire per 6 mln italiani, gusto in ‘nuovi cibi’

Quando si ha difficoltà a deglutire, ogni alimento, come pure un sorso d’acqua, può diventare pericoloso ed essere causa di problemi per la salute. Questa condizione viene definita ‘disfagia’ e ne soffrono oltre sei milioni di italiani.

Non è solo un problema degli anziani: coinvolge in generale gli adulti, con percentuali elevate dopo i 50 anni (20% circa) e un sensibile aumento tra i 75enni (45%). Punte del 60% si raggiungono fra i residenti delle Rsa o in pazienti in assistenza domiciliare, specie se con malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, o in persone con ictus. Senza contare pazienti ricoverati per tumore o con problemi cardiovascolari. La voglia di cibo con la disfagia diminuisce e in agguato possono esserci la malnutrizione e un calo di peso. Oggi la scienza e la ricerca hanno trovato soluzioni senza cibo incolore e insapore, ma con menù vari ed equilibrati, che ripropongono piatti della tradizione culinaria.

Se n’è parlato a Milano, al convegno “Disfagia una patologia. La nutrizione una risposta”. Freschi, gustosi, calibrati per grammatura, di consistenza adeguata, igienicamente sani e sicuri, grazie a procedimenti di cottura sottovuoto e a bassa temperatura, i ‘nuovi cibi’ garantiscono la conservazione dei sapori: a dimostrarlo sono i risultati di uno studio su 25 pazienti condotto presso l’Azienda di Servizi alla Persona di Pavia,polo geriatrico dell’Università lombarda.

In tre mesi si è osservato un netto miglioramento nutrizionale e di salute.

“Le caratteristiche di questi prodotti e la tipologia di confezionamento – spiega Mariangela Rondanelli, dell’Azienda di Servizi alla Persona di Pavia – permettono di ottimizzare i processi produttivi e la distribuzione dei pasti e di poterli proporre al paziente anche una volta dimesso. Aspetti che fanno guadagnare alla spesa pubblica circa 80 centesimi per ogni piatto. Questi cibi speciali saranno classificati come ‘Alimenti a fini medici speciali'(Afms) per i quali è in corso l’iter di ottenimento al Ministero della Salute. Le spese di acquisto potranno quindi essere detratte al 19%”.

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